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Riace ultime notizie | Mimmo Lucano ha scelto Napoli come suo nuovo domicilio

Dall'arresto del sindaco Lucano al provvedimento di trasferimento dei migranti di Riace: tutte le notizie sul caso del paese calabrese che fa discutere per la sua politica di accoglienza

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Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, in una foto d'archivio. Credit: MARIO LAPORTA / AFP

Riace ultime notizie  | Riace news

Il borgo di Riace, in provincia di Reggio Calabria, è stato nelle ultime settimane al centro di una vicenda strettamente legata al tema dell’accoglienza dei migranti.

Il paese era diventato noto a livello mondiale per quello che viene chiamato il “modello Riace”, una politica di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo messa in atto dal sindaco Domenico Lucano (qui un suo profilo).

Lo scorso 2 ottobre, il sindaco Lucano – poi sospeso dall’incarico – è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio di raccolta differenziata.

Dopo l’arresto di Lucano è arrivato un altro duro colpo al modello di accoglienza di Riace: il ministero dell’Interno, infatti, ha disposto il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal comune.

Qui le ultime notizie sul caso:

Giovedì 18 ottobre – ore 18.15 – Lucano ha scelto Napoli come suo nuovo domicilio – Domenico Lucano avrebbe scelto Napoli come suo domicilio, dopo che il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria gli ha imposto il divieto di dimora a Riace. Lucano ha affermato che accetta “con il cuore” l’invito fattogli arrivare dal sindaco napoletano Luigi De Magistris.

ore 10.00 – Confermata la sospensione di Lucano dalla carica di sindaco –La prefettura di Reggio Calabria ha confermato il provvedimento di sospensione dalla carica del sindaco di Riace, Domenico Lucano.

La decisione, secondo quanto riporta Agi, è stata assunta dal prefetto Michele di Bari dopo l’ordinanza del Tribunale del Riesame che, revocando gli arresti domiciliari per il primo cittadino, ha emesso un provvedimento di divieto di dimora nella cittadina calabrese.

Mercoledì 17 ottobre – ore 18.00 – Mimmo Lucano ha passato la prima notte in macchina –  Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ha passato la notte in macchina dopo aver ricevuto il divieto di dimore nel comune. “Sono in giro perché non ce l’ho un luogo fisso dove stare. Per quattro ore ho dormito nella macchina. Ho una borsa in macchina, ho messo quattro cose, io vengo dalla militanza, sono abituato”.

ore 10.45 – Lucano lascia Riace – Il primo cittadino ha lasciato il borgo calabrese e ha raggiunto un centro della Locride.

ore 9.00 – Revoca del divieto di dimora per Tesfahun Lemlem, la compagna di Mimmo Lucano –  Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha alleggerito la misura cautelare anche per la compagna del sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano, Tesfahun Lemlem, accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il ricorso della donna è stato discusso stamani poco prima di quello di Lucano. Il Riesame ha revocato alla donna il divieto di dimora a Riace, e disposto l’obbligo di firma per due volte al giorno, alle 8 e alle 18.

Martedì 16 ottobre – ore 21.45 – Mimmo Lucano, revocati i domiciliari: divieto di dimora a Riace – Il tribunale del Riesame ha stabilito la fine dei domiciliari per Mimmo Lucano, sindaco di Riace (al momento sospeso), che era stato costretto in casa sua dallo scorso 2 ottobre, quando venne arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il tribunale ha così revocato la misura cautelare disposta dal giudice di Locri sostituendola con il divieto di dimora. Il sindaco Mimmo Lucano è libero ma non potrà rimanere a Riace.

ore 13.50 – Il sindaco Lucano: “Andremo avanti senza fondi pubblici” – “Anche senza contributi pubblici andiamo avanti , da soli, perché nel corso degli anni abbiamo costruito dei supporti all’integrazione che oggi fanno la differenza. Noi possiamo dire sicuramente anche attraverso il supporto di una solidarietà nazionale, che faremo non uno Sprar ma un’accoglienza spontanea così come era cominciata. Senza soldi pubblici. Questo messaggio lo voglio trasmettere al governo, vogliamo uscire dallo Sprar”, ha detto il sindaco di Riace, Mimmo Lucano.

“Ovviamente facciamo ricorso al Tar per un fatto morale e poi dobbiamo recuperare le risorse per i servizi già svolti, dopodiché , lo voglio dire come volontà politica, dobbiamo uscire dallo Sprar. Io non voglio più avere a che fare con chi non ha fiducia prima di tutto, e non voglio avere a che fare con questo governo che spesso non rispetta i diritti umani”.

ore 11.30 – L’udienza sull’istanza di scarcerazione per Domenico Lucano – Al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria è iniziata l’udienza sull’istanza di scarceraione presentata dai legali del sindaco di Raice. Lucano si è presentato negli uffici giudiziari alle 8.30, accompagnato da uno dei suoi avvocati. Il sindaco di Riace è accusato di irregolarità nell’affidamento del servizio di raccolta rifiuti e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso matrimoni irregolari.

ore 10.00 – Lucano: “Se il Viminale non ha fiducia in noi, l’accoglienza la facciamo da soli”.

“Sono vittima di un disegno ben preciso che parte da lontano e che prescinde anche dalla magistratura. La manovra è tutta politica ed è bipartisan, riguarda il vecchio e il nuovo inquilino del Viminale. La procedura degli Sprar è falsata. Contro di me c’è stata una vendetta di alcuni ispettori e di alcuni pezzi grossi del servizio Sprar”.

Lo dice in un’intervista al Manifesto il sindaco di Riace, Domenico Lucano

Domenica 14 ottobre – ore 18.00 – Lucano: “Rifarei tutto quello che ho fatto”. Mimmo Lucano, sindaco sospeso di Riace, parlando con l’Agi ha difeso il suo modello di integrazione.

“Tutte le persone che sono venute a Riace hanno apprezzato il nostro modello. Mentre gli immigrati vengono chiusi nei ghetti, noi abbiamo creato il villaggio globale, facendo quello che è stato visto da tutti come una cosa straordinaria”.

Nel raccontare lo scambio epistolare tra il Comune e il Dipartimento del ministero dell’Interno, Lucano affermato: “Guardacaso questa storia coincide con la decisione di chiudere gli Sprar in Italia”.

“Le persone non sono merci che vengono trasferite dalla sera alla mattina”, ha aggiunto per commentare la circolare del Ministero dell’Interno sul trasferimento dei migranti.

“Non sono sicuro che questo possa accadere, perchè c’è da tenere conto che ci sono i bambini che vanno a cuola, le famiglie. E comunque quello che è accaduto è una grande amarezza”.

ore 16.30 – Migranti: “Vogliamo restare qui, non sappiamo dove andare”. Uno dei migranti che stamattina hanno portato solidarietà al sindaco sospeso Domenico Lucano, ha detto ai giornalisti che è “difficile andare via da Riace”.

“Adesso qui moriamo, siamo senza bonus da spendere nei supermercati. Prima dell’arresto del sindaco era diverso”, sottolinea il migrante.

“Sono del Ghana e vengo da Lampedusa – aggiunge un altro migrante ai cronisti – ora io dove devo andare? Io voglio restare a Riace”. In piazza c’è anche il fratello del sindaco, Giuseppe. “Se si guarda alla tempistica dei provvedimenti, – dice alla stampa – l’impressione, realistica, è che si voglia distruggere il modello Riace”.

ore 16.00 – Vicesindaco: “C’è rabbia tra i cittadini”. Giuseppe Gervasi, vice sindaco e reggente del Comune di Riace, dopo la sospensione del sindaco Mimmo Lucano, ha dichiarato: “È da tre giorni che ci avevano notificato il provvedimento del governo, che abbiamo letto attentamente e in settimana discuteremo di presentare un ricorso al Tar per una sospensiva”.

“Stamattina ho notato molta rabbia da parte dei cittadini di Riace – ha aggiunto Gervasi – perché gli errori sono stati commessi, ma i servizi sono stati garantiti: gli immigrati vivono in case come la mia, l’accoglienza è a 360 gradi, è un modello che ha dimostrato che questo esperimento umano può avere importanza in piccoli paesi che si stanno spopolando”.

ore 12.20 – Di Capua (Sprar): “Non ci sarà nessuna deportazione. Daniela Di Capua, direttrice del Servizio Centrale dello Sprar ha dichiarato che “non ci sarà alcuna deportazione da Riace”.

“I rifugiati, ma anche i richiedenti asilo, non sono detenuti. Le persone che sono in accoglienza possono proseguire il progetto di integrazione in un altro progetto Sprar e noi, operativamente, cerchiamo di individuare altri posti che siano adeguati alle richieste del rifugiato, tenendo in considerazione, ad esempio, il nucleo familiare”, spiega ancora la Di Capua, sottolineando che il trasferimento viene proposto e non imposto ai migranti.

“I richiedenti asilo e i rifugiati sono liberi di stare dove vogliono, possono affittare una casa, possono lavorare; se non sono in grado, stanno nei centri per richiedenti asilo”, conclude la Di Capua.

Alcuni esponenti del Pd avevano parlato di “deportazioni” a proposito dei migranti. A loro il ministro Salvini ha risposto così:

“Ma quelli del Pd che parlano di “deportazioni” sanno che l’indagine sulle gravi irregolarità di Riace, e del suo arrestato sindaco, erano state avviate da Minniti, mio predecessore al Viminale e oggi possibile segretario del loro partito?”.

ore 11.00 – Salvini: “Chi sbaglia paga”. “Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’è la scusa di spenderli per gli immigrati”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini riferendosi al provvedimento con cui il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione contesta al comune reggino 34 penalità e chiede di trasferire gli ospiti e di rendicontare ogni spesa sostenuta per arrivare alla chiusura del sistema di accoglienza.

Il provvedimento avrebbe dovuto essere notificato lo stesso giorno in cui è stato arrestato il sindaco di Riace Domenico Lucano, ma il ministro Salvini ha chiesto di rimandarlo. “Non voglio creare un martire”, avrebbe detto.

Chi è Mimmo Lucano

Il sindaco di Riace Domenico Lucano, da qualche giorno agli arresti domiciliari perché sospettato, in base a indagini della Guardia di Finanza e della procura di Locri, di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ha rilasciato un’intervista a GediVisual.

“Non mi sono pentito, per niente…” e “vorrei solo che trionfi la giustizia, ma non solo per un aspetto giudiziario perché possono farmi quello che vogliono, ma come dignità”.

“Voglio che vengono fuori le cose vere, ho visto tante ombre, io penso che la verità mi aiuti, ma la verità spesso è nascosta, questa storia sicuramente mi ha fatto conoscere meglio chi è vicino a me, la Calabria, ci sono cose di cui vorrei parlare ma non ho prove, mi fanno pensare veramente a una società che è mostruosa”, le sue parole.

Lucano, agli arresti domiciliari dal 2 ottobre 2018, racconta come è nato il modello di accoglienza dei migranti che, tra le altre cose, nel 2016 lo ha portato a essere inserito dal magazine statunitense Fortune  tra le 50 persone più influenti al mondo.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Locri, si è concentrata sulla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace e utilizzati per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Negli atti che hanno portato al suo arresto, Lucano viene definito un sindaco “spregiudicato” che organizzava veri e propri “matrimoni di convenienza” tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano.

Secondo gli inquirenti, il primo cittadino e la sua compagna avrebbero architettato degli “espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci”, per aggirare le norme nazionali che regolano l’ingresso e la permanenza in Italia dei migranti.

Nello specifico, il sindaco è accusato di aver organizzato un matrimonio “di comodo” tra un’immigrata nigeriana e un cittadino italiano per permettere alla donna di ottenere la cittadinanza italiana.

La Procura di Locri contesta al sindaco anche l’affidamento diretto di appalti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti di Riace alle cooperative sociali, la “Ecoriace” e L’Aquilone” senza aver prima indetto una gara d’appalto.

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