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Reddito di cittadinanza e centri per l’impiego: cosa contiene la bozza scritta del Movimento 5 Stelle

Nella prima versione che descrive il funzionamento del reddito di cittadinanza, scritta da Mimmo Parisi, si descrive il ruolo che sarà ricoperto dei centri per l'impiego e nuove figure professionali, come gli psicologi del lavoro

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Reddito di cittadinanza bozza M5s: cosa contiene la bozza del M5S

Circola una prima bozza sul funzionamento del meccanismo del reddito di cittadinanza. Anticipato dal Fatto Quotidiano.it, il documento raccoglie 34 slide in cui è presentato il progetto di Mimmo Parisi, docente universitario della Mississippi State University e direttore del National strategic planning and analysis research center, incaricato dal vicepremier Luigi Di Maio di studiare il meccanismo e l’attuazione della misura.

(Qui abbiamo spiegato cos’è e qui chi ha diritto al reddito di cittadinanza)

Nella bozza, che potrebbe subire modifiche, si può leggere come la bozza del piano prevista da Di Maio prevede almeno tre tappe.

Reddito di cittadinanza bozza M5s: le tappe

Nella prima fase, che durerà da novembre 2018 fino ad aprile 2019, l’attenzione si concentrerà sulla preparazione dei centri per l’impiego, dove saranno presenti anche figure professionali come gli psicologi del lavoro. Dovrebbero avviarsi anche le campagne di marketing per attrarre i datori di lavoro e fornire informazioni ai cittadini. Inoltre, si dovrebbero creare un ufficio nazionale e consultivi per macro-aree, oltre che uffici regionali e locali.

A gennaio 2019 anche l’apertura del sito web e da febbraio 2019 gli avranno a disposizione un numero verde per chiedere quali sono i documenti necessari per richiedere il reddito di cittadinanza.

La seconda fase, che si prevede inizi ad aprile 2019 fino alla fine del 2019, si concentrerà sull’elaborazione delle domande, che possono essere copilate online sul portale o in un centro per l’impiego, per poi caricare i documenti per verificare l’idoneità.

Infine, si arriverà all’integrazione del sistema, che dovrebbe entrare a regime a partire dal 2020.

Il sistema prevede che tutta la pratica possa essere gestita tramite lo smartphone, attraverso un’app che permette di cercare lavoro e di aggiornare i dati sul proprio profilo. Quando l’utente avrà caricato la richiesta riceverà un sms di conferma. Dopo due settimane, un altro messaggio fisserà l’appuntamento in un centro per l’impiego. L’istruttore, in quell’occasione, esaminerà la domanda, iscrivendo la persona interessata ai corsi di formazione.

Il reddito verrà erogato con la carta elettronica e dal telefono si può controllare l’importo disponibile.

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