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Crollo ponte Morandi, bozze tecniche sullo stato del viadotto modificate per evitare controlli più invasivi

Secondo gli inquirenti, alcune bozze delle relazioni dei tecnici della società Spea sarebbero state modificate e ammorbidite con "termini meno preoccupanti"

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Credit: Getty Images

Le bozze tecniche sullo stato del ponte Morandi a Genova sarebbero state modificate per evitare che si procedesse a controlli più invasivi e costosi alla struttura a seguito del suo crollo, avvenuto il 14 agosto 2018.

Secondo la Guardia di finanza, le relazioni presentate dai tecnici a seguito dei sopralluoghi effettuati dopo il crollo del Morandi erano troppo preoccupanti e sono state di conseguenza cambiate per essere ammorbidite.

“Alcune bozze delle relazioni dei tecnici della società Spea sono state modificate e ammorbidite con termini meno preoccupanti” hanno spiegato i militari, agli ordini del colonnello Ivan Bixio, che indagano sulle responsabilità dietro crollo del ponte Morandi, costato la vita a 43 persone.

Secondo gli inquirenti, i documenti in questione sono stati modificati a seguito  delle riunioni con il coordinatore Maurizio Ceneri, mentre altri sarebbero stati alterati tenendo all’oscuro lo stesso dirigente.

Gli inquirenti hanno già avanzato delle ipotesi sulle motivazioni alla base di questo gesto:  secondo i pm Massimo Terrile e Walter Cotugno, che coordinano le indagini, qualcuno avrebbe ammorbidito le relazioni dei tecnici per evitare che fossero condotti controlli più invasivi e più costosi sulla struttura.

Intanto, la magistratura prosegue con le indagini sul crollo del ponte Morandi dopo gli interrogatori di ingegneri e dirigenti.

Dopo queste nuove accuse la Spea, la società del gruppo Atlantia che per conto di Autostrade cura il servizio di sorveglianza e manutenzione delle infrastrutture, ha assicurato che nulla è stato modificato.

“La società si avvale di 145 risorse tra ingegneri e tecnici specializzati dedicate all’attività di vigilanza, suddivise tra uffici centrali e uffici locali che operano nelle aree di competenza delle Direzioni di Tronco di Autostrade per l’Italia”, si legge in una nota pubblicata dall’azienda.

“Le attività di controllo si svolgono sul campo, mediante l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, nel pieno rispetto delle leggi e delle normative tecniche. Sono periodicamente verificate da enti interni e accreditati certificatori esterni, che ne attestano l’efficacia sostanziale e la correttezza procedurale”.

Inoltre, “Nelle attività di reporting ispettivo, infine, viene utilizzato un sistema codificato di classificazione dello stato delle infrastrutture, che permette di segnalare con chiarezza lo stato di conservazione delle opere ispezionate e che ha dato prova di affidabilità in oltre 30 anni di applicazione su circa 4 mila opere della rete di Autostrade per l’Italia monitorate”.