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Croazia, il governo ha costruito un muro al confine con la Bosnia per fermare i migranti

Dopo gli ultimi scontri tra le forze dell'ordine e i profughi che hanno cercato di forzare il cordone di sicurezza al confine, il governo di Zagabria ha deciso di rafforzare le difese alla frontiera con la Bosnia

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Continua a salire la tensione al confine tra Bosnia e Croazia dopo che nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2018 si sono registrati nuovi scontri tra le forze dell’ordine e i migranti che cercavano di attraversare il confine per entrare in territorio croato.

I profughi hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza delle guardie di frontiera al grido di “open border, open border” (confini aperti, confini aperti) e in 200 sono riusciti a passare il confine.

Il loro obiettivo è entrare in Unione europea, di cui la Croazia è Stato membro, per lasciare la Bosnia, uno dei paesi più poveri dell’est Europa e in cui continuano a riversarsi i migranti.

A seguito degli scontri, il governo di Zagabria ha deciso di erigere una barriera lungo il confine con la Bosnia, nella città di Velika Kladusa, in cui si sono fronteggiati migranti e forze dell’ordine.

I 200 che erano riusciti a raggiungere la Croazia sono stati respinti dai militari croati, che hanno eretto un secondo cordone di sicurezza, ricorrendo anche al supporto degli elicotteri per disperdere i migranti.

Negli scontri sono rimaste ferite diverse persone, secondo quanto riferito dai media locali.

In tanti cercano di scappare dai paesi dell’Asia e del Nordafrica, specialmente da Afghanistan, Iran, Pakistan e Marocco per cercare una vita migliore in Europa passando per la Croazia.

Per questo motivo centinaia di persone continuano a riversarsi in Bosnia, paese in cui, come il vicino Kosovo, si registra anche un alto numero di foreign fighters, segno della vulnerabilità di cittadini locali e migranti disperati alla propaganda dell’Isis.

Le condizioni di vita di chi cerca di attraversare il confine con la Croazia sono delle peggiori: in tanti dormono per strada o in baraccopoli improvvisate e chi riesce ad attraversare la frontiera deve affrontare sistematiche violenze perpetrate dalla polizia croata.

I poliziotti sequestrano ogni bene ai migranti, a iniziare dal loro cellulare, e nel peggiore dei casi i profughi vengono manganellati, soprattutto negli arti inferiori, come dissuasione ad altri tentativi di ingresso.

Negli ultimi mesi circa 16mila migranti siano riusciti a passare il confine tra Bosnia e Croazia, attraverso la rotta balcanica diventata sempre più importante nonostante il muro eretto dall’Ungheria.

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