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In Italia chi nasce povero muore povero: la mobilità sociale è bloccata e a farne le spese sono gli studenti

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Mobilità sociale – L’ascensore sociale in Italia è bloccato: chi vive in condizione di povertà difficilmente riesce uscirne.

L’ultimo rapporto Ocse-Pisa fa luce sul fenomeno che riguarda gli studenti più poveri e di estrazione sociale più bassa, che a scuola vanno peggio dei loro compagni appartenenti a famiglie più abbienti. Lo studio evidenzia che i risultati eccellenti che potrebbero far migliorare la propria condizione sociale, spesso non vengono raggiunti da quegli studenti di famiglie povere.

Questo meccanismo innesca un circolo vizioso: la scuola e la società si occupano meno degli studenti meno brillanti, con il risultato che il rendimento scolastico precipita ancora di più.

Il rapporto, dal titolo: “Equità nell’istruzione: abbattere le barriere alla mobilità sociale” mette a confronto, nei vari paesi, la posizione di vantaggio o svantaggio socio-economico di partenza degli studenti e i risultati conseguiti nel percorso sociale.

L’Italia è uno dei paesi con una mobilità sociale peggiore, al contrario di paesi come Germania o Stati Uniti, dove un ragazzo che nasce in una famiglia svantaggiata ha tutte le possibilità per modificare la propria condizione e raggiungere traguardi scolastici e professionali elevati.

Il motivo per il quale in Italia l’ascensore sociale è bloccato e in altri paesi no, spiega l’analista Ocse Francesco Avvisati, è che questi paesi “negli ultimi anni hanno intrapreso politiche mirate per aiutare le scuole più svantaggiate e ciò ha prodotto risultati apprezzabili”.

Una delle politiche per far migliorare questa situazione è un’attenzione maggiore ai bisogni degli studenti più svantaggiati, che può far ottenere buoni risultati scolastici.

In Italia la situazione è allarmante e le gravi disparità sociali si riflettono non solo sui risultati scolastici ma sul benessere generale. Secondo i dati del rapporto, il 18 per cento degli studenti di classi sociali più povere si dice poco o per nulla soddisfatto della propria vita. Tra gli studenti più abbienti, la percentuale degli insoddisfatti scende al 13 per cento.

Un altro dato significativo riguarda il fatto che circa la metà degli studenti svantaggiati, frequenta il 25 per cento delle scuole più svantaggiate del paese, mentre solo il 6 per cento frequenta le scuole migliori.

I pochi studenti svantaggiati che risultano essere anche tra i più bravi frequentano, di solito, un liceo, mentre solo il 10 per cento degli studenti svantaggiati che frequentano gli istituti tecnici o professionali rientrano nella categoria dei più bravi.

Rapporto Caritas 2018: “In Italia più di un milione di minorenni sono in condizioni di povertà assoluta”