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Truffa WhatsApp “ricarica gratis 5 euro” colpisce sempre più utenti

Utilizzando il vecchio trucco di una promessa che poi non sarà mai mantenuta, viene svuotato il credito telefonico

Immagine di copertina

La truffa WhatsApp “ricarica 5 euro”, come si può soprannominare questo nuovo tentativo di raggiro, sta facendo sempre più vittime. Il nuovo tentativo di adescare utenti poco esperti sfruttando sia il software di messaggistica istantanea più famoso al mondo sia il mondo delle ricariche telefoniche fasulle sta imperversando in questi giorni.

In realtà, aveva già fatto la sua comparsa diverso tempo fa, ma sembra tornata di moda e utilizza tutti i possibili operatori attivi sul suolo nazionale. Dunque, si presenta nelle varianti con Tim, Vodafone, Tre, Wind e anche Iliad.

Il funzionamento è tanto semplice quanto beffardo dato che va a promettere credito telefonico che poi non solo non si manifesterà mai sul nostro conto, ma che vedrà i nostri soldi sparire (non) magicamente.

Insomma, il millantato bonus che si dovrebbe ricevere cliccando su un link va sì ad agire sul credito, ma in uscita invece che in entrata. Il motivo è molto semplice: avviene la sottoscrizione a un abbonamento piuttosto salato. Un trucco, se così possiamo chiamarlo, vecchio come il mondo, ma che è ancora assai efficace. Come quello recente che colpisce i conti correnti.

A seconda delle versioni, si riceve un messaggio che promette un bonus speciale per andare a ottenere una ricarica gratuita con il proprio operatore con un totale di 5 euro che saranno aggiunti al nostro conto. Non resta che cliccare sul link in bella vista.

Come è più che preventivabile, se si ha un minimo di esperienza, cliccando sul link si attiverà un abbonamento dato che il tap sul touchscreen equivarrà a un consenso. Si vedrà subito scalare una somma relativa alla prima settimana e, se non si disdice, la stessa quota sarà prelevata dopo sette giorni.

Consigliamo di chiamare subito il numero di assistenza del proprio operatore per spiegare la situazione. Sarà automatico l’accredito della somma tolta con l’inganno e volendo si può evitare in futuro di cadere di nuovo vittime attivando il blocco di questo tipo di servizi a sovrapprezzo chiedendolo direttamente all’operatore “umano” contattato.