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Casaleggio: “Tra 10 anni il M5s potrebbe non servire più”

Davide Casaleggio ha parlato del futuro del Movimento in un'intervista al Corriere della Sera

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Davide Casaleggio e Beppe Grillo

“È stato un percorso lungo e non bisogna avere fretta per arrivare dove si vuole. Oggi possiamo conquistare grandi obiettivi e sono fiducioso che tra dieci anni magari non ci sarà nemmeno più la necessità di un Movimento perché la partecipazione dei cittadini sarà già intrinseca nello Stato”.

A parlare, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, è Davide Casaleggio. Il figlio ed erede di Gianroberto, cofondatore del Movimento assiema a Beppe Grillo, ha parlato delle prospettive politiche dei Cinque Stelle e delle prossime sfide da affrontare, dopo che l’intervento dello stesso Grillo alla kermesse del Circo Massimo a Roma ha fatto molto discutere.

Qui il video dell’intervento di Grillo:

“Il cuore è rimasto lo stesso, il Movimento è inclusivo come prima ma si è ampliato. Vuole attrarre competenze, persone, nuove idee. E anche nuovi strumenti. Oggi proponiamo leggi via web attraverso la piattaforma Rousseau e 22 volte sono finite in parlamento”, ha detto Casaleggio al Corriere.

Sul rapporto con la Lega, Casaleggio ha commentato: “Credo sia responsabile firmare un contratto per dare un governo al Paese e poi rispettarlo in modo aperto condiviso. Per la maggior parte questo contratto contiene punti che erano stati votati e sottoscritti dagli attivisti del Movimento in oltre un anno e mezzo di votazioni su Rousseau”.

“Il contratto stesso è poi stato votato dagli iscritti e approvato con oltre il 90 per cento. Credo sia responsabile portare avanti questo progetto con una forza politica che comunque ha ricevuto i suoi voti, è da rispettare per questo ed è necessaria per la formazione di questo governo”.

Il compromesso trovato sul Dl fiscale per Casaleggio penso “è una buona soluzione per tutti”.

Il prossimo passo per il Movimento sarà “esplorare i nuovi diritti che stanno emergendo e costruire gli strumenti che servono per utilizzare questi diritti, aumentare la consapevolezza delle persone non solo in Italia, ma anche di chi in altri Stati vuole partecipare. E con la nostra Open Academy non guardiamo solo all’Italia”, ha spiegato Casaleggio.

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