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Il ragno più spaventoso del mondo è arrivato in Italia: dove si trova e come evitarlo

Originario della Spagna, il macrothele calpeiana è stato portato insieme agli ulivi ornamentali importati dall'estero, e ora non è più considerato una specie aliena

Immagine di copertina
Un esemplare di macrothele calpeiana

È stato avvistato in Italia il ragno più grosso d’Europa. La scoperta è stata fatta in Toscana, in piena estate, e gli entomologi hanno confermato che si tratta di un macrothele calpeiana, della specie Mygalomorphae, un infraordine di aracnidi che solitamente vivono in Africa o nel sud della Spagna.

Quattro occhi, il corpo nero lucido e ricoperto di peli, e un morso doloroso ma non velenoso: gli esemplari maschi del ragno “iberico” possono raggiungere i 5 centimetri, le femmine crescono fino agli 8 centimetri. E mygalomorphae in greco sul dire “simile a un toporagno”, proprio per le sue dimensioni.

Il macrothele calpeiana è sbarcato in Italia insieme agli ulivi ornamentali importati dalla Spagna, per poi diffondersi negli uliveti e nei terreni umidi: preferisce ambienti piovosi e non esposti al freddo.

Per cacciare, questo ragno tesse delle ragnatele a trama molto fitta oppure ragnatele a imbuto per intrappolare le sue prede.

In Spagna, nelle zone dove è proliferato, si stimano oltre 4 milioni di esemplari. In Italia le segnalazioni sono molto rare, ma non è la prima volta che ne viene avvistato uno. Prima del ritrovamento in Toscana nel luglio 2018, ne fu trovato uno due anni fa a Segrate, nel milanese.

Per questo motivo non viene più considerata una specie aliena nel nostro paese, dove trova un habitat favorevole e simile a quello delle sue zone d’origine.

Come racconta Il Tirreno, il ritrovamento è avvenuto alla fine di luglio quando qualcuno ha portato i resti di un grosso aracnide, trovato nella campagna tra Venturina e Suvereto, al Centro di entomologia Microcosmo.

“Si tratta del più grande ragno d’Europa – ha confermato il direttore del centro – ma anche se le dimensioni sono notevoli, non è né pericoloso né velenoso“.

Per questo motivo non c’è motivo di ucciderlo, ma buone ragioni per evitarlo. A causa della grandezza delle chele, il morso del macrothele è molto doloroso.

Chi riuscisse ad avvistarne e catturarne uno, può mettersi in contatto con l’Ente nazionale protezione animali, che si occupa di registrarne la presenza sul territorio italiano.