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Salvini: “Non c’è nessuna crisi di governo. Il decreto fiscale resta così”

Il vicepremier ha dichiarato che parteciperà alla riunione del Consiglio dei ministri, convocata dal presidente del Consiglio Conte, per chiarire la posizione del governo sul condono

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Credit: Afp

Il vicepremier Matteo Salvini, dopo il caos politico causato delle dichiarazioni di Di Maio sul decreto fiscale, ha dichiarato che, se sarà necessario, parteciperà al Consiglio dei ministri convocato dal premier Giuseppe Conte per domani, sabato 20 ottobre.

“Ho i miei impegni. Certe riunioni vanno concordate, non possono essere decise di colpo all’insaputa degli altri. Chiamerò Conte, che è persona squisita, e chiariremo tutto. E se serve che Salvini ci sia, Salvini ci sarà”, dichiara il ministro dell’Interno in un’intervista al Messaggero. Ma, sulla possibilità che si arrivi a un accordo sul testo della pace fiscale, il vicepremier afferma: “Il testo per me è quello concordato, deciso e firmato. Non possiamo fare giochetti, e dare spettacolo davanti alla Ue che vuole sbranarci”.

Salvini, a Bolzano per la chiusura della campagna elettorale, definisce lo scontro con Di Maio “un grande equivoco”.

E aggiunge che, se il testo della pace fiscale verrà modificato, si rischia di creare un precedente pericoloso: “Facciamo passare l’idea che ogni decisione è revocabile e che è tutto uno scherzo. Non si può lavorare a una cosa, faticarci sopra e confrontarsi, e poi trovata l’intesa quell’intesa viene impugnata da chi l’ha fatta. Dobbiamo essere seri”.

E su Conte, che cerca di mediare tra Lega e Movimento 5 Stelle, Salvini afferma: “Andremo avanti, invece. E non esiste assolutamente la crisi di governo. Quanto alla verifica, il suo odore sa di muffa. Preferisco di gran lunga quello delle caldarroste e dei funghi”.

Il presidente del Consiglio, sostiene il leader leghista, deve essere aiutato. “Questa storia delle manine e delle manone è assurda. Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni o scie chimiche! Io cerco di vedere la realtà e non faccio trabocchetti, non faccio sgambetti, non credo ai fumetti. E se c’è chi crede alle teorie del complotto, io non sono mai stato tra questi”.

Salvini e Di Maio, scrive il Messaggero, non si sono ancora sentiti e non hanno discusso. “Non lo facciamo mai”, dice il vicepremier. Ma, scrive il quotidiano romano, questa volta il trauma è forte e richiede una soluzione. E Salvini insiste: “Invece di dare spettacolo, dobbiamo risolvere, è già lo stiamo facendo, i problemi dei cittadini”.

Una tranquillità, quella di Salvini, che sembra solo apparente perché, avrebbero detto fonti leghiste, con qualche interlocutore si sarebbe sfogato così: “Sono ridicoli. Non sanno neanche che cosa leggono e che cosa firmano”.

“Noi abbiamo sempre sinceramente appoggiato le proposte di M5S. Ci atteniamo al Contratto di governo sempre e comunque. Quello è la vera garanzia per tutti, ma va rispettato da tutti”, incalza il vicepremier.