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Aids, a Roma c’è un uomo sieropositivo che infetta donne per vendetta

L'uomo, 41 anni, ha infettato l'ex moglie e potrebbe aver contagiato altre donne adescate in chat

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Credit: Getty Images

A Roma la polizia sta cercando un uomo malato di Aids che ha contagiato la sua ex moglie e potrebbe aver infettato anche altre donne adescate in chat.

Si tratterebbe di un 41enne originario dell’Ecuador, ma residente da anni nella capitale. L’uomo lavorava come addetto alle pulizie presso una ditta che operava in alcuni condomini del quartiere Prati di Roma.

La polizia ha diffuso l’identikit dell’uomo per agevolare le eventuali vittime a riconoscerlo e a denunciarlo. Alto poco più di un metro e sessanta, capelli neri corti mossi, indossa spesso un cappellino con la visiera e ha i tratti somatici tipici dei sudamericani.

Le accuse mosse nei suoi confronti dalla procura sono di lesioni gravi ed epidemia. A denunciare l’uomo è stata l’ex moglie dell’uomo. La donna, malata di Aids per i rapporti avuti con il suo ex marito, ha riferito alle autorità di non essere mai stata a conoscenza della malattia dell’uomo. A raccogliere la denuncia è stato il commissariato di polizia di San Basilio.

La donna si sarebbe accorta della malattia in seguito a delle analisi del sangue. La storia, però, potrebbe essere molto più complessa e grave. Infatti, incrociando i dati, gli inquirenti hanno scoperto che il 41enne avrebbe tentato di violentare alcune donne, mentre era dipendente di una ditta che si occupava delle pulizie in uno dei palazzi della zona.

Una ragazzina di 17 anni, qualche anno fa, ha denunciato l’uomo per aver subito una aggressione vicino a un ascensore di uno dei palazzi in cui lavorava l’uomo. La ragazzina, però, riuscì a divincolarsi e a scappare dalla presa dell’uomo.

Ora le indagini mediche e giudiziarie dovranno appurare da quanto tempo l’uomo avrebbe contratto il virus e quando avrebbe infettato l’ex moglie.

Non è il primo caso di persona sieropositiva che contagia volontariamente delle donne in Italia. Qualche mese fa, aveva suscitato preoccupazione la notizia di un vero e proprio “untore seriale” di Aids. L’uomo era stato condannato a 24 anni di carcere: aveva infettato circa 30 ragazze inconsapevoli della sua malattia, tutte adescate sul web.

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