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Quando il M5s attaccava il condono: la doppia morale dei grillini sulla pace fiscale

"Il governo Renzi è il primo evasore fiscale, questa legge è solo un condono", diceva il M5s nel 2015. Oggi appoggia la pace fiscale

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Pace fiscale doppia morale M5s – È il 2015 quando, nell’Aula della Camera dei Deputati, si discute il testo della Voluntary disclosure: la manovra fiscale, voluta dall’allora governo presieduto da Matteo Renzi, pensata per facilitare il rientro di capitali finanziari dall’estero.

Riccardo Fraccaro, oggi ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, allora ancora deputato del Movimento 5 Stelle, tiene un intervento molto duro: “Siete voi – il governo, ndr – i primi evasori fiscali, questa legge è soltanto un altro condono”.

Oggi, siamo andati a chiedere, a lui e ad altri suoi colleghi del Movimento, cosa ne pensano della manovra che contiene la cosiddetta ‘pace fiscale‘. Quella che, per molti, è soltanto l’ennesimo condono.

Che cos’è la pace fiscale

Il condono fiscale è un dispositivo di legge che ha l’obiettivo di sanare comportamenti illeciti o irregolari da parte dei contribuenti e riguarda in particolare errori nelle dichiarazioni dei redditi.

La pace fiscale è stata inserita nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019, e l’obiettivo del Governo è di incassare circa 3,5 miliardi di euro. Qui tutto quello che c’è da sapere sulla manovra da 37 miliardi approvata, dopo giorni di tensioni, dal Consiglio dei ministri la sera di lunedì 15 ottobre e inviata alla Commissione europea.

La pace fiscale o “flat tax-dichiarazione integrativa” dovrebbe essere rivolta a chi non ha dichiarato redditi dal 2013 al 2017. Si prevede la possibilità di una dichiarazione integrativa fino al 30 per cento, con un tetto fissato a 100mila euro, e un’aliquota al 20 per cento sul maggiore imponibile Irpef dichiarato nei cinque anni precedenti.

Il decreto fiscale 2019 è una delle misure più importanti della Legge di Bilancio 2019 del governo Lega-M5s.