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Usa, la prigione di Guantanamo resterà aperta per altri 25 anni

Il carcere di massima sicurezza sull'isola di Cuba non chiuderà. John Ring, il responsabile della struttura, dichiara che l'ordine arriva dal Pentagono

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Credit: Afp

La prigione di Guantanamo resterà aperta per altri venticinque anni. A dichiararlo è John Ring, il responsabile della struttura dove vengono detenuti i terroristi e dove si trovavo gli accusati per l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

Ring, durante la visita periodica organizzata per i giornalisti dall’esercito degli Stati Uniti, ha detto che l’ordine di non chiudere il carcere di massima sicurezza è arrivato dal Pentagono. La decisione era stata già annunciata lo scorso gennaio, quando il presidente Donald Trump con un ordine esecutivo aveva preso una decisione in netta controtendenza rispetto a Barack Obama, che nel 2009 aveva promesso di chiudere la prigione.

A dicembre 2018 un esperto dell’Onu, Nils Melzer, aveva denunciato che a Guantanamo le torture sono continuate, in particolare nei confronti di un detenuto, Ammar al-Baluchi, sospettato per gli attentati dell’11 settembre.

Sono passati quasi diciassette anni dall’apertura del carcere di Guantanamo. La prigione, sull’isola di Cuba, è stata aperta nel 2002 sotto l’amministrazione di Heorge W. Bush nel pieno della “guerra al terrore”. Nel suo picco ha ospitato fino a 800 detenuti, la maggior parte dei quali non ha mai ricevuto un’accusa formale da un tribunale. Dal 2002 sono morti nove detenuti e si ritiene che sette di loro si siano suicidati.

Barack Obama, fin dalla campagna elettorale, aveva presentato la chiusura della struttura di detenzione come un obbiettivo del suo secondo mandato. L’ex presidente in più occasioni aveva ricordato che il mantenimento di Guantanamo, che costava circa 445 milioni di dollari ogni anno, non aveva comportato alcun vantaggio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. E aveva anche ricordato come, al momento della sua elezione, sia i democratici sia i repubblicani si erano dichiararati favorevoli allo smantellamento della prigione.

Era stato il Congresso a fermare la chiusura ma, nonostante l’opposizione dei repubblicani, Obama era  riusciuto a ridurre il numero dei detenuti.

La gestione del carcere è stata molto criticata, in particolare delle organizzazioni in difesa dei diritti umani, che denunciano episodi di violenze e di soprusi contro i prigionieri. Un caso di cui si è molto parlato è stato quello di Mustafa al Aziz al Shamiri, un cittadino yemenita rimasto incarcerato per 13 anni per uno scambio di identità.