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Numero chiuso medicina: “L’abolizione è fondamentale, aumentare i posti non basta”, parlano le associazioni studentesche

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Il 16 ottobre il governo aveva annunciato l’abolizione del numero chiuso per l’accesso alle Facoltà di Medicina. La norma è contenuta nella legge di bilancio approvata lunedì 15 ottobre dal Consiglio dei ministri. Ma poche ore dopo il ministero della Salute e quello dell’Istruzione dicono di non saperne nulla.

“Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi”, si leggeva in una nota del Consiglio dei ministri che sembrava non lasciare spazio a interpretazioni.

I due ministeri, poco dopo la diffusione della notizia, pubblicano una nota congiunta in cui sembrano smentire l’ipotesi dell’abolizione del numero chiuso, parlando piuttosto di aumentare gli accesi e i contratti delle borse di studio.

“I Ministri Bussetti (Istruzione, Università e Ricerca) e Grillo (Salute) – si legge nel comunicato – hanno chiesto, in sede di Consiglio dei Ministri, di aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina. È un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il Governo intende onorare. Si tratta chiaramente di un percorso da iniziare già quest’anno per gradi. Per assicurare l’aumento dei posti disponibili e avviare un percorso condiviso, a breve sarà convocata una prima riunione con tutti i soggetti interessati, a cominciare dalla CRUI”.

TPI ha chiesto al coordinatore di Link – Coordinamento Universitario, Alessio Bottalico, in prima linea contro il numero chiuso alla facoltà di medicina, di commentare il “dietro front” del governo.

“Sentire informazioni così contrastanti a distanza di 4 ore su un tema così delicato, è sintomo di mancanza di chiarezza e di certezze nel governo. Un conto è parlare di abolizione, un conto è parlare di un aumento dei posti”, dice Bottalico.

“Per quanto l’aumento dei posti possa essere positivo, noi riteniamo che sia fondamentale l’abolizione del numero chiuso, nell’ottica del diritto allo studio prima e del diritto alla salute di conseguenza. L’abolizione del numero chiuso sarebbe un grande passo in avanti, anche nell’ottica delle nostre battaglie storiche rispetto alla possibilità degli studenti di poter accedere all’università”, spiega ancora.

“Questo va accompagnato chiaramente da un lato da ingenti investimenti sui finanziamenti all’università per una didattica di qualità e la possibilità di ampliare gli spazi e i laboratori in modo che gli studenti possano formarsi in maniera dignitosa senza dover combattere per un posto in aula.  Dall’altro lato dall’aumento delle borse di specializzazione. Quando il 4 settembre manifestavamo contro il numero chiuso nel giorno del test di ingresso alla facoltà di medicina, la nostra protesta era in un’ottica di diritto alla salute. L’abolizione del numero chiuso ben si inserisce nella chiave di avere un numero maggiore di medici, ma a questo deve necessariamente seguire un aumento delle borse di specializzazione”. 

“In questo momento esiste una carenza notevole nell’organico dei medici, nel blocco del turnover, così come esistono 13 milioni di persone che non possono accedere alle cure sanitarie. Queste persone sono escluse dalle cure mediche a causa della mancanza di organico e dell’incapacità del Sistema Sanitario Nazionale di assicurare a tutte e tutti un diritto alla salute universale.Evidentemente l’aumento del numero di medici passa oggi per il rifinanziamento del sistema sanitario, dall’apertura del corso di Medicina e l’aumento delle borse di specializzazione”, conclude Alessio Bottalico.