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Reddito di cittadinanza geografico: cosa cambia

Il governo sta pensando di modulare le offerte di lavoro su base regionale e di permettere al beneficiario di rifiutare una prima offerta di lavoro al di fuori della propria regione

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Mentre il Consiglio dei ministri discute il 15 ottobre il testo della Legge di Bilancio, emergono alcune indiscrezioni sul contenuto della manovra, in particolare in merito alla parte dedicata al reddito di cittadinanza.

Secondo quanto rivelato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, potrebbe esserci una diversa applicazione in base alle aree geografiche.

“Stiamo pensando a come modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica”, ha spiegato il premier.

L’idea è quindi quella di considerare su base geografica non tanto il reddito, quanto le offerte di lavoro, uno dei problemi principali del progetto dei 5 Stelle a sostegno dei cittadini che vivono sotto la soglia di povertà.

Di Maio ha poi aggiunto che “il 47 per cento delle famiglie destinatarie del reddito sono del Centro-Nord. Inevitabilmente dobbiamo farlo solo per gli italiani, ma non per razzismo. Finché non abbiamo la regolazione dei flussi, la misura si rivolge solo agli italiani”.

In realtà, le offerte di lavoro risultano essere più numerose al Nord che al Sud, motivo per cui il governo sta pensando di non penalizzare coloro che rifiutano una prima offerta di lavoro fuori dalla propria regione.

A questo primo problema si aggiunge il fatto che il 70 per cento delle persone che chiederanno di usufruire del reddito si trovano al Sud Italia, nelle regioni in cui però le offerte di lavoro sono minori.

Di Maio ha però rassicurato che la distribuzione del reddito di cittadinanza sarà equa e “non ci saranno esclusi al Sud, come non ci saranno esclusi al Nord”.

“Semplicemente, la distribuzione delle risorse, finalmente trovate dopo che per anni i giornali avevano raccontato che era impossibile, sarà equa. Questa è la pura e semplice verità, che viene stravolta per scopi propagandistici. Il reddito di cittadinanza aiuta finalmente tutti gli italiani, da Nord a Sud, per sancire la parità di diritti sociali di ognuno davanti allo Stato”, ha commentato su Facebook il ministro.

Nei progetti di Di Maio c’è anche quello di coinvolgere le Regioni, che dovrebbero “fare la loro parte” tanto nel dar vita ad un sistema di centri per l’impiego, quanto nel finanziare la parte del reddito di cittadinanza che è connessa alla formazione delle persone che lo percepiranno.

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