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I nomi degli amici e dei fedelissimi del M5S che hanno trovato una poltrona nel “governo del cambiamento”

Ecco i nomi, svelati da Repubblica, dei fedelissimi al Movimento Cinque Stelle che, nonostante non abbiano ricevuto una preferenza da parte degli elettori, hanno ricevuto un incarico

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Continuando ad analizzare le nomine ai tempi del “governo del cambiamento”, il quotidiano La Repubblica elenca i nomi dei fedelissimi al Movimento Cinque Stelle che, nonostante non abbiamo ottenuto un incarico di rappresentanza da parte degli elettori, hanno ricevuto comunque un incarico. ltrone governo movimento cinque stelle

Secondo la Repubbica, Luigi Di Maio “ha trasferito nei tre staff cui sovrintende (a Palazzo Chigi come vicepremier e ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico) un folto gruppo di compagnia di viaggio dell’hinterland napoletano”.

Ed ecco seduto sulle poltrone del nuovo governo c’è Enrico Esposito che ha studiato giurisprudenza insieme al vicepremier Luigi Di Maio presso l’Università Federico II di Napoli e da pochi mesi è stato nominato vicecapo dell’ufficio legislativo del Ministero dello Sviluppo Economico.

Esposito è recentemente finito al centro di accese polemiche per i suoi tweet sessisti e omofobi, e si è poi difeso in un lungo post pubblicato su Facebook.

Fece scalpore la notizia secondo la quale Luigi Di Maio aveva assunto una giovane donna proveniente dal suo stesso paese, Pomigliano D’Arco, come segretaria. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Libero, che la definisce “amichetta” del vicepremier. La ragazza in questione è Assia Montanino, Assia Montanino, la 26enne laureata in Economia che nel curriculum ha un tirocinio alla Camera ma sopratutto una candidatura nel 2015 per M5s”, riporta Repubblica. Qui il nostro profilo completo su Assia Montanino.

“Lo schifo che leggo oggi sul quotidiano Il Giornale va messo nella categoria della stampa spazzatura”, diceva Luigi Di Maio rispondendo all’articolo pubblicato dal quotidiano Libero, che solleva non pochi sospetti sull’assunzione, da parte del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, di Assia Montanino come segretaria. poltrone governo movimento cinque stelle

Al timone dell’ultima segreteria particolare, quella del Mise, ecco Salvatore Barca da Villa, compagno della Montanino.

Come riporta il Giornale, con la vittoria elettorale del M5S e la nascita del governo giallo-verde, Barca, che ha cominciato il suo percorso professionale nella Cassa del Mezzogiorno prima di sbarcare alla Camera dei deputati, ha seguito il ministro Di Maio al Mise: il vicepremier l’ ha nominato capo della segreteria. A pochi metri, in un altro ufficio del Mise ci sarà Assia Montanino con l’ incarico di segretario particolare del ministro.

Chi conosce bene gli equilibri interni del M5S sa perfettamente come Barca abbia avuto un ruolo decisivo nell’ ascesa al potere di Di Maio: il braccio destro del vicepremier non è stato solo un oscuro burocrate ma soprattutto un tessitore di relazioni.

A Barca si devono il progetto del Microcredito e i rapporti con le piccole e medie imprese. Di Maio affidava a Barca i nodi politici più difficili da sciogliere. Quando il M5S ha cambiato simbolo alla vigilia delle elezioni, accanto a Di Maio e Grillo, c’era anche lui, Barca: il potentissimo consigliere.

Sempre allo Sviluppo economico, ma alla segreteria tecnica ecco Daniel De Vito, 33enne di Avellino designato capo della segreteria tecnica dello stesso ministero.

Nella squadra del capo politico al Ministero dello Sviluppo Economico, insieme alla segretaria particolare Assia Montanino, c’è un altro giovanissimo conterraneo di Luigi Di Maio. Si tratta dell’avvocato Daniel De Vito, 33enne di Avellino nominato capo della segreteria tecnica del dicastero. Motore della macchina burocratica che dovrà realizzare molte delle promesse elettorali del programma grillino.

De Vito, classe 1985, ha 33 anni, solo uno in più del leader del M5s. E viene anche lui dalla Campania. Nato ad Avellino come Di Maio, a differenza del vicepremier è cresciuto nella città irpina dove si è diplomato al Liceo Scientifico Mancini. Poi la folgorazione per il diritto e la laurea all’Università di Salerno.

Nell’ateneo salernitano si è specializzato come tributarista ed è diventato assistente, volontario e gratuito, del professor Claudio Preziosi, zio del famoso attore Alessandro. Nello studio legale di Avellino dello stesso professore ha svolto la pratica per diventare avvocato.

Prima ancora di iscriversi all’ordine degli avvocati, a soli 29 anni, sbarca a Montecitorio. Con la qualifica, come da curriculum, di “Funzionario legislativo presso i Gruppi Parlamentari per le materie di competenza della Commissione VI – Finanze della Camera dei Deputati”.

Il triplo staff del leader offre comode poltrone ai trombati. Giorgio Sorial, già capogruppo alla camera di M5S, a marzo aveva tentato la rielezione nel collegio di Brescia, finendo solo terzo. poltrone governo movimento cinque stelle

Sorial è stato ripescato dal capo politico nel ruolo di vice capo di gabinetto al ministero dello sviluppo economico, “ruolo da 110mila euro all’anno”, rivela Repubblica.

Al ministero del Lavoro, invece, ha trovato posto con il ruolo di consulente (110mila euro) Francesco Vanin, originario di Aviano, che si candidò alle Regionali friulane del 2013 e che poi ha fatto il portaborse dell’eurodeputato Marco Zullo.

Sono loro che si occupano di crisi aziendali in nome e per conto del capo politico che li ha voluti al suo fianco. 

Un altro ex parlamentare non rieletto, Bruno Marton, è finito invece a capo della segreteria del sottosegretario Vito Crimi. Con uno stipendio di 73.400 euro annui.

C’è poi il caso di Dino Giarrusso, l’ex inviato de Le Iene entrato a far parte dello staff del sottosegretario all’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che si occupa in particolare di vigilare sulla regolarità dei concorsi universitari. Qui la nostra scheda su Dino Giarrusso

Giarrusso alle elezioni politiche del 4 marzo si era candidato con il Movimento Cinque Stelle, senza peraltro ottenere un seggio in Parlamento.

C’è poi Rosa Vitanza, architetta di Pomigliano d’Arco, scelta per il cda dell’ente Ville Vesuviane. Scelta fatta dal parte del ministro M%S dei Beni Culturali Alberto Bonisoli.

La Vitanza”, scrive Repubblica, “è compagno di Antonio Malfi, parente ed ex assistente parlamentare del vicepremier Di Maio, anche lui di Pomigliano. Va detto che l’incarico è gratuito.