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Stranieri discriminati a Lodi, Di Maio contro la Lega: “I bambini non si toccano”

"Questo Stato sarà sempre dalla parte dei bambini", scrive su Facebook Di Maio contrapponendosi alla posizione assunta da Salvini e il premier Conte condivide il suo post

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CREDIT: Andreas SOLARO / AFP

“I bambini non si toccano. Se alcuni genitori non si comportano bene si multino loro, non i loro figli: questo Stato sarà sempre dalla parte dei bambini. Sono contento perché gli italiani hanno risposto dando prova della loro grande solidarietà e del loro grande cuore, alla faccia di chi si diverte a dipingerli in altra maniera. Parlerò con il ministro Bussetti che ha già detto che si troverà una soluzione. E vi assicuro che sarà cosi”.

È quanto scrive il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio sulla propria pagina Facebook, intervenendo su una vicenda che ha fatto molto discutere in questi giorni: quella del nuovo regolamento approvato dal comune di Lodi sull’accesso ai servizi accessori della scuola come mense e scuolabus. Il post è stato poi condiviso anche dal premier Giuseppe Conte.

Secondo il regolamento, approvato alcuni mesi fa, i nuclei familiari dove compare anche solo un extracomunitario devono presentare una dichiarazione patrimoniale del paese d’origine.

In questo articolo abbiamo raccolto le storie delle mamme dei bambini discriminati. 

In caso contrario, dovranno pagare il massimo delle tariffe per l’accesso alla mensa scolastica (5 euro al giorno) o al servizio di scuolabus.

Il problema è che in alcuni di questi paesi è molto difficile, se non impossibile, ottenere questo tipo di documenti.

Il regolamento comunale prevede che chi non riesce a recuperare le certificazioni necessarie deve pagare la tariffa massima prevista per le fasce di reddito più elevate.

La decisione è stata giustificata dall’Assessora della Lega Nord promotrice del Regolamento, Sueellen Belloni, come: “un gesto politico, dovuto a chi ci ha votato e a cui abbiamo assicurato ‘prima gli italiani”.

In questa intervista abbiamo

A molti, tuttavia, il regolamento è apparso un abuso da parte della sindaca leghista della città, Sara Casanova.

Per questa ragione, è valso all’Amministrazione Comunale di Lodi una segnalazione all’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, una denuncia per discriminazione.

Nel frattempo, il Coordinamento Uguali Doveri ha lanciato una raccolta fondi che in poche ore ha raccolto più di 60 mila euro per garantire l’accesso ai servizi scolastici a tutti quei bambini che, per un divieto molto controverso del Comune, ne erano rimasti esclusi. Una cifra che non è definitiva ma che ha raggiunto un primo obiettivo garantendo i servizi scolastici per i bambini almeno fino a dicembre.