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Ilaria Cucchi: “Non è sotto accusa l’Arma dei Carabinieri ma singole persone”

La sorella di Stefano Cucchi, intervenuta a Domenica In, spiega: "Ci sono persone che sentono l'esigenza di difendere l'Arma dei carabinieri ma qui a essere accusate sono singole persone"

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“Ci sono persone che sentono l’esigenza di difendere l’Arma dei carabinieri ma qui nessuno ha messo sotto accusa l’Arma ma singole persone”.

Ilaria Cucchi parla al programma televisivo Domenica In, dopo la svolta nel processo sulla morte del fratello Stefano, il geometra romano morto il 22 ottobre 2009, a 31 anni, nel reparto penitenziario dell’ospedale Pertini di Roma dopo una settimana di detenzione. (Qui la ricostruzione dell’intera vicenda)

Una svolta raggiunta grazie alla testimonianza dell’agente Francesco Tedesco, uno dei cinque carabinieri imputati nel processo bis di primo grado per la morte di Cucchi, che ha confessato e accusato gli altri colleghi che si ritiene abbiano preso parte al pestaggio del giovane romano.

Il carabiniere ha anche rivelato dell’esistenza di una nota scritta da lui stesso in cui spiegava che cosa era successo a Stefano Cucchi. La nota sarebbe stata inviata alla stazione Appia dei carabinieri e sarebbe stata fatta sparire.

“Però abbiamo un problema serio quando i carabinieri che vengono a testimoniare hanno paura a dire la verità, anche perchè vediamo il trattamento riservato a Riccardo Casamassima, il carabiniere che con le sue dichiarazioni ha permesso la riapertura delle indagini e il nuovo processo”, ha aggiunto.

Casamassima, – l’appuntato dei carabinieri che aveva permesso la riapertura del processo sull’omicidio del geometra romano dopo il primo processo che si era concluso con le assoluzioni di medici e infermieri – lo scorso giugno aveva denunciato in un video pubblicato su Facebook le ritorsioni subite per la sua testimonianza nel processo per la morte del geometra romano.

“So perfettamente che la maggioranza di chi indossa la divisa sono persone perbene che compiono il loro dovere e lo fanno per noi”, ha detto Ilaria Cucchi.

E quanto alle affermazioni di Matteo Salvini, che ha invitato la famiglia Cucchi al Viminale, Ilaria Cucchi ha commentato: “Anche se molte dichiarazioni di questi giorni sono significative, credo che la mia famiglia per prima cosa meriti delle scuse perchè oggi sappiamo la verità e noi in questi anni siamo stati lasciati soli. Non abbiamo mai mollato: Stefano era ultimo ed è morto da ultimo ma i diritti non sono mai sacrificabili”.

“Nove anni fa ci dicevano che il fotosegnalamento a Stefano non era stato fatto perché non voleva sporcarsi le mani, il carabiniere Roberto Mandolini disse in aula che con Stefano era andato tutto bene, era tranquillo, anche simpatico per la sua parlata romana. Ora è emersa la verità: chi in aula giurò e disse il falso ora è imputato”, ha ricordato.

“Sono loro i responsabili di tutta questa perdita di tempo per la ricerca della verità”, ha concluso.