Me
Una tigre bianca ha attaccato e ucciso un custode di uno zoo giapponese
Condividi su:
Tigre bianca attacco

Una tigre bianca ha attaccato e ucciso un custode di uno zoo giapponese

09 Ott. 2018
Tigre bianca attacco

Una rara tigre bianca lunedì scorso ha attaccato e ucciso un guardiano del parco zoologico di Hirakawa a Kagoshima (Giappone).

Akira Furusho, 40 anni, è stato trovato sanguinante con gravi ferite al collo nella gabbia della tigre dello zoo della città meridionale giapponese. Immediatamente soccorso è stato portato in ospedale dove però non c’è stato niente da fare.

Durante le operazioni di soccorso della polizia e dei medici, la tigre maschio, di nome Riku, è stata sedata con un tranquillante. Antefatto della soppressione? No, non questa volta. La famiglia della vittima ha infatti espressamente richiesto che il grosso felino continui a vivere.

“Abbiamo in programma di non uccidere Riku e continuare a tenerlo in vita perché la famiglia della vittima ci ha chiesto di farlo”, ha confermato il dirigente dello zoo Takuro Nagasako all’agenzia di stampa AFP.

La dinamica dell’attacco

Secondo una prima ricostruzione, l’attacco della tigre bianca sarebbe avvenuto mentre il signor Furusho era intento a pulire il recinto.

Da capire però perché la tigre sia stata in grado di aggredire il guardiano dato che la procedura prevede lo spostamento dei grossi felini in un’area separata durante gli interventi di manutenzione degli addetti.

Ovviamente la polizia giapponese ha aperto un fascicolo d’inchiesta sull’accaduto per capire se ci siano responsabilità di terze persone o della struttura. Nel mirino anche come lo zoo si prende cura delle quattro tigri bianche che ospita.

Un tragico episodio che ricorda quello avvenuto in Inghilterra nel 2017 quando un guardiano dello zoo del Cambridgeshire fu attaccato e ucciso sempre da una tigre. Attacco subito anche da un custode in Russia nella città di Kaliningrad, ma in quel caso – fortunatamente – il malcapitato sopravvisse.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus