Me
Nadia Toffa risponde alla madre che l’ha difesa: “Nessuno può dirci come vivere il nostro dolore”
Condividi su:
nadia toffa lettera madre
Nadia Toffa. Credit: Instagram/Nadia Toffa

Nadia Toffa risponde alla madre che l’ha difesa: “Nessuno può dirci come vivere il nostro dolore”

Mariangela Tarì ha due bimbi: Bruno ha un cancro al cervello, Sofia la sindrome di Rett. In una lettera difende la Iena: "Non avete capito Nadia Toffa, i miei figli malati: il cancro è un dono"

06 Ott. 2018
nadia toffa lettera madre
Nadia Toffa. Credit: Instagram/Nadia Toffa

Nadia Toffa, sulle pagine de La Repubblica, risponde alla madre che aveva preso le sue difese pubblicamente, portando sul giornale diretto da Mario Calabresi il suo dolore per due figli gravemente malati e la sua forza incredibile che la spinge quotidianamente a cercare la bellezza anche nelle piccole cose.

“Quando ho letto la sua storia mi sono commossa profondamente. Non perché sono malata come lo sono i suoi bambini, ma perché ha scritto parole piene di comprensione umana, di dolore e di vita allo stesso tempo”, ha scritto Nadia Toffa.

“Penso ai suoi bambini splendidi, coraggiosissimi che lottano con la malattia e non posso provare altro che una smisurata solidarietà. I bambini ci insegnano la forza, hanno uno spirito di sopravvivenza infinito e inesauribile”, continua la Iena.

“Un bambino vuole continuare a correre, a giocare, a vivere anche in mezzo all’inferno”. E Nadia Toffa pensa ai bambini che ha visto in Iraq continuare a tirare calci ad un pallone nonostante l’assedio dell’Isis. “in mezzo alle macerie, inseguivano un pallone e ridevano come matti. Di certo non mancavano di rispetto a nessuno”.

Non siamo in grado di sapere come una persona possa reagire davanti a un dolore, spiega ancora la presentatrice: “Che sia un padre che perde il lavoro, una madre i cui figli sono malati, una ragazzina che per la prima volta viene lasciata dal fidanzato. La vita ci mette di continuo davanti a situazioni difficili e noi lottiamo al massimo, facciamo la nostra parte, sempre, come fa Mariangela e come fanno molti altri genitori”.

“Non vinciamo sempre”, avverte la Iena. “Non siamo sempre i più forti, i più sani, i più intelligenti, e quando succede di inciampare, di farci male, ricordiamo di essere così fragili che tutto si può scompaginare all’improvviso, con la facilità con cui si soffiano via le briciole dalla tavola”, continua.

Le parole della presentatrice di Mediaset ricalcano quelle di Mariangela Tarì, madre di Bruno, malato di tumore al cervello, e Sofia, affetta dalla sindrome di Rett.

Scrive ancora Nadia Toffa: “La fragilità è tutt’altro che debolezza, è la condizione che ci accomuna e ci permette di immaginare quello che un altro può provare, di metterci nei suoi panni. È la Pietas dei nostri antenati latini, di cui ci siamo dimenticati: delicatezza, amore, compassione, rispetto”.

Mettersi nei panni di qualcun altro è sempre difficile, spiega ancora la Iena. “Credo che qualcuno non ci abbia nemmeno provato a farlo con me e con tutte le persone a cui viene detto come vivere il proprio dolore. L’aggressività è molto di moda oggi, sono tempi bui in cui la retorica della prevaricazione violenta, del gridare più forte dilaga dalla politica ai social al nostro quotidiano”.

“Le persone fragili non hanno nessuno che le difende quando vengono bullizzate in rete, la mia reazione vale anche per loro”, spiega la presentatrice Tv.

Nadia Toffa spiega come l’impellenza di rispondere alla lettera di Mariangela Tarì derivi anche dalla consapevolezza di avere un potere in più rispetto a quella madre: la popolarità, che la Iena sceglie di utilizzare per dare una maggiore eco a quelle parole importanti, a quel dolore che non va lasciato solo: “Come si fa a occuparsi della malattia, propria o altrui, e sopportare anche la violenza di chi non capisce e giudica?”

Torna a parlare del concetto di dono legato al cancro, la Toffa. Pensiero per cui era stata violentemente attaccata sui social: “È vero, quando c’è un’emergenza si scopre di avere una forza sovrannaturale nascosta da qualche parte e che non si immaginava nemmeno, come quando una mamma solleva un tir per portare suo figlio in salvo”.

E conclude: “La vita è bellissima, è una figata. Non vedi l’ora di assaporarne ogni minuto, perché non sai mai davvero quanta ce ne sarà ancora. Io lo sto facendo, Mariangela lo sta facendo e anche i suoi figli. In questo non vedo nessun affronto, nessun insulto, nessuna mancanza di rispetto a nessun essere sulla terra”.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus