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Pillon sulla mozione anti-aborto di Verona: “Non capisco l’indignazione, tutti i comuni dovrebbero farlo”

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Mozione anti-aborto Verona, polemiche – La mozione anti-aborto approvata il 4 ottobre dal Consiglio comunale di Verona ha creato un grande dibattito e un’accesa polemica in Italia. Divergenti le posizioni delle varie fazioni politiche.

Per protesta le attiviste di “Non una di meno” si sono vestite come le ancelle della serie tv “The Handmaid’s Tale” (qui vi spieghiamo di cosa parla la serie), e sono state allontanate dall’aula.

A difendere la mozione è il senatore leghista Simone Pillon, noto per il suo disegno di legge sull’affido condiviso dei figli. “Dopo aver letto la delibera posso dire che non capisco davvero perché indignarsi se il comune scaligero, nel pieno rispetto della legge, decide di aiutare le donne in difficoltà a proseguire la gravidanza”. Così ha commentato il senatore leghista.

“A norma di legge dovrebbero farlo tutti i Comuni. Sbaglio? A me pare chiaro l’articolo 1 della 194/1978 in cui si sancisce che ‘lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità tutela la vita umana dal suo inizio'”.

“‘L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le Regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite'”, ha detto.

Di opinione opposta è invece Giuseppe Civati, fondatore di Possibile: “Verona è il laboratorio dei legami tra Salvini e la destra più estrema (anche più di lui), del suo vice ultraconservatore (ora ministro), dell’attacco ai diritti e alle donne”. Lo afferma , commentando il voto della mozione contro l’aborto. “Se la sinistra vuole ‘ripartire’ riparta da li’. Dai diritti delle donne. Evitando di votare le mozioni di destra e ultraconseratrici, se possibile”.

La capogruppo del Partito Democratico Carla Padovani ha votato a favore della mozione. Padovani nel 2012 era uscita dal Pd per passare all’Udc, in contrasto con il partito proprio perché contraria alle unioni civili tra persone dello stesso sesso. La sua posizione ha scatenato polemiche tra i dem.

“La vita è valore universale e non di partito. Ho votato secondo coscienza. Sulla legge 194 non mi sembra che il Pd abbia una linea chiara. Non mi aspettavo tutte queste polemiche”, ha specificato.

A sostengo della mozione si è espresso anche il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

“È un’enorme strumentalizzazione, che tra l’altro non capisco a chi giovi visto che il centrosinistra ne esce diviso. Tutti quelli che hanno parlato della mozione approvata giovedì in Consiglio comunale o non sanno leggere o non l’hanno letta o sono in malafede”.

“Personalmente, propendo per quest’ultima visto che il documento parla d’altro. Non di abolire la 194, che è una legge dello Stato e va applicata. Non di limitare la libertà delle donne su un tema tanto delicato e una decisione tanto difficile. È invece per aumentare la libertà delle donne, come sta scritto negli articoli 1-2-5 della legge, che è stata votata la mozione”.

“La mozione non è contro, è invece a favore. A favore del valore della vita e a favore di tutte le donne che viceversa non avrebbero avuto alternativa. Personalmente sono contro l’aborto, ma rispetto le leggi, e proprio dentro la legge e nell’applicazione del suo principio cerco di portare avanti gli strumenti legittimi per la difesa della vita”, ha concluso il sindaco.

Verona è la città in cui è stato vicesindaco l’attuale ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, che lo scorso luglio aveva dichiarato “lo Stato aiuti le donne a non abortire” e che ha posizioni estreme sulle unioni gay.