Me
Tmb Salario, l’Ama si difende: “Non è sicuro che la colpa dei miasmi sia nostra”. Domani la protesta dei cittadini
Condividi su:
tmb salario ama presidente bagnacani
Il presidente di Ama s.p.a Lorenzo Bagnacani

Tmb Salario, l’Ama si difende: “Non è sicuro che la colpa dei miasmi sia nostra”. Domani la protesta dei cittadini

La municipalizzata dei rifiuti di Roma ha lanciato un progetto per l'individuazione delle "fonti odorigene". Dal Pd una mozione di sfiducia contro l’assessora all’Ambiente, Pinuccia Montanari

05 Ott. 2018
tmb salario ama presidente bagnacani
Il presidente di Ama s.p.a Lorenzo Bagnacani

A poche ore di distanza dalla manifestazione dei cittadini prevista davanti il Tmb Salario, i vertici di Ama si difendono. tmb salario ama presidente bagnacani

“I Tmb puzzano? Ma siamo sicuri che sia colpa dei nostri impianti e non di quelli di qualcun altro?”, ha detto il presidente di Ama Lorenzo Bagnacani ieri, giovedì 4 ottobre, nel corso di una conferenza stampa presso la direzione Ama di via Calderon de la Barca.

Il presidente della municipalizzata romana dei rifiuti ha risposto così alle denunce dei cittadini del III municipio, i quali hanno dato vita a un Osservatorio dei residenti per monitorare i miasmi provenienti dall’impianto (qui la replica del presidente Caudo a TPI).

I cittadini dei quartieri Fidene, Villa Spada e Salario, ma anche delle altre zone circostanti, sono sicuri che la puzza provenga proprio dall’impianto Ama, che si occupa del trattamento meccanico-biologico dell’indifferenziata, e ne chiedono la chiusura.

Per questo, hanno indetto una manifestazione proprio davanti al Tmb Salario, sabato 6 ottobre alle 15.30 (apputamento davanti alla motorizzazione civile, via Salaria 1045).

La protesta ha il sostegno del presidente del III municipio, Giovanni Caudo (Pd), ma è dichiaratamente apolitica e ha ricevuto anche le adesioni di Lega e Fratelli d’Italia.

Tmb Salario, la posizione dell’Ama

L’assessora all’Ambiente del Campidoglio, Pinuccia Montanari, aveva promesso la riconversione dell’impianto Tmb Salario nel 2019, ma ancora nessun passo è stato fatto in questa direzione.

La “riconversione” è comunque legata al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’azienda sulla differenziata: risultati che sono ben lontani dall’essere conquistati (la differenziata è ferma al 44,3 per cento, mentre l’Amministrazione si era prefissata il 70 per cento entro il 2021).

Giovedì 4 ottobre presso la direzione Ama di via Calderon de la Barca, si è svolta la prima riunione tecnica su un progetto per l’individuazione delle “fonti odorigene” (ovvero cattivo odore o puzza) nelle aree dei due impianti TMB di via Salaria e via di Rocca Cencia.

Il piano, curato da Roma Capitale e Ama in collaborazione con ARPA Umbria, mira ad elaborare dati scientifici e certificati per monitorare l’impatto delle emissioni olfattive nelle aree circostanti i TMB Salario e Rocca Cencia e proporre possibili soluzioni condivise funzionali al miglioramento delle performance ambientali.

Al termine della riunione, il progetto è stato presentato dall’assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale, Pinuccia Montanari e dal presidente ed amministratore di Ama, Lorenzo Bagnacani.

Il prossimo passo sarà la costituzione di un gruppo di lavoro, costituito da rappresentanti di Roma Capitale, Ama, Arpa Umbria, cittadini e Municipi interessati, che gestirà le varie fasi del progetto.

Durante la presentazione, il presidente di Ama Bagnacani ha invitato a “non dare per scontato che la responsabilità sia di Ama”.

“Non voglio addossare alcuna responsabilità, faccio solo una segnalazione”, ha detto il presidente, facendo riferimento al depuratore Acea che si trova a 280 metri dal Tmb Salario, sull’altra sponda del fiume Tevere.

“Si tratta del depuratore più grande d’Italia”, ha spiegato Bagnacani, “che serve oltre 900mila persone. Siamo sicuri che sia il nostro impianto l’origine dei miasmi o magari la responsabilità è di altri fattori?”.

Intanto, il gruppo Pd in Assemblea Capitolina ha protocollato una mozione di sfiducia contro l’assessora all’Ambiente, Pinuccia Montanari, a causa della “grave situazione in cui si trova Roma sul fronte della pulizia e della raccolta dei rifiuti”.

“Disservizi e caos in molte zone della città, con cassonetti che traboccano dalla periferia ai quartieri centrali e turistici”, si legge nella nota in cui il Pd annuncia la mozione.

“I cittadini sono esasperati e sono arrivati a proteste eclatanti, come quella inscenata a Ponte di Nona o la protesta in programma il 6 ottobre al Tmb Salario, alla quale parteciperanno tutti i consiglieri capitolini del Partito democratico”.

I dati raccolti dall’Osservatorio sul Tmb Salario

Il III municipio ha lanciato lo scorso luglio  un osservatorio straordinario, composto da membri dell’amministrazione municipale e residenti, per monitorare i miasmi percepiti nella zona circostante il Tmb Salario (ma alcune segnalazioni provengono anche dal vicino II municipio).

L’Osservatorio ha raccolto ben 3.342 segnalazioni di miasmi fra il 2 luglio e il 18 settembre, di cui circa il 50 per cento (ben 1.719) ha associato anche disturbi fisici.

Secondo gli abitanti, “i miasmi causano sofferenze fisiche agli abitanti (bruciore agli occhi, alle narici e alla gola, tosse, mal di testa, nausea, vomito e dermatiti) e preoccupazioni per le conseguenze sulla salute. Si riscontrano tumori alla gola e alle vie respiratorie, anemie, malattie della pelle, asma”.

“Con i risultati del rilevamento saremo ancora più motivati alla manifestazione di sabato davanti al Tmb. Chiederemo ancora all’assessora di mantenere il suo impegno”, ha detto il presidente del III municipio Caudo.

Qui i video pubblicati da Christian Raimo, assessore alla cultura del III municipio, sulla situazione all’interno del Tmb Salario:

Leggi anche: Tmb Salario, i cittadini di Roma lanciano la mobilitazione. I dipendenti Ama: “Ecco come lavoriamo sui cumuli di rifiuti”

Leggi anche: Tmb Salario, una mamma racconta: “Mio figlio è morto di tumore. Mi diceva: mamma ti prego, falli smettere”

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus