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Ostia, sgomberata la casa popolare occupata da Vincenzo Spada. Insulti alla cronista Federica Angeli

Il figlio di Enrico Spada occupava abusivamente un'abitazione da almeno 5 anni. Dopo lo sgombero, la cronista di Repubblica è stata insultata da due donne parenti degli Spada

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Sgombero casa occupata Vincenzo Spada Ostia

La mattina di giovedì 4 ottobre la polizia locale di Roma Capitale ha sgomberato un alloggio popolare occupato abusivamente da almeno cinque anni da Vincenzo Spada.

Ad Ostia, in via Giovanni Ingrao, sono intervenuti oltre 100 gli agenti del Comando Generale, dell’Unità Spe (Sicurezza Pubblica ed Emergenziale) e dei Gruppi X Mare, Gssu (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana), Gpit (Gruppo Pronto Intervento Traffico), con la collaborazione del personale della Polizia di Stato.

“Abbiamo liberato una casa popolare a Ostia, occupata abusivamente da un membro del clan Spada”, ha scritto la sindaca di Roma Virginia Raggi su Twitter.

“La Polizia Locale Roma Capitale è intervenuta questa mattina per restituire un bene pubblico alla città. Prosegue la nostra lotta per ripristinare la legalità. Non abbassiamo lo sguardo”.

Vincenzo Spada, detto “Gnocco”, è figlio di Enrico Spada detto “Pelè”, uno dei primi boss del clan Spada di Ostia Nuova, morto in carcere nel 2016.

Secondo gli inquirenti, Enrico Spada avrebbe gestito il ‘racket’ delle case popolari a Ostia.

Vincenzo Spada è anche uno dei nipoti del boss Carmine.

Lo sgombero è arrivato all’indomani dell’esplosione di un ordigno rudimentale sul balcone dei genitori di Tamara Ianni, la collaboratrice di giustizia che raccontò dall’interno il sistema di organizzazione criminale di Ostia messo in piedi dagli Spada.

Insultata la cronista Federica Angeli

Dopo lo sgombero, la cronista di Repubblica Federica Angeli, che si trovava sul posto, è stata insultata da due donne, successivamente identificate come Desiré e Alessandra Salera, rispettivamente moglie e cognata di Ottavio Spada, in carcere per mafia.

“Sei una pappona, una bastarda, e voi che sprecate pure soldi dello Stato per farle la scorta”, hanno detto le due donne a Federica Angeli, giornalista di Repubblica da anni sotto scorta per le minacce subite dai clan del litorale romano.

Le due donne sono state denunciate d’ufficio per minacce nei confronti della giornalista.

“Io non riuscirò mai, mai, a provare la rabbia e l’odio che loro hanno per me”, ha scritto Angeli su Facebook. “Ed è questa, forse, la mia forza. Malgrado la cattiveria che mi è piovuta addosso in questi 5 anni, compresa questa mattina, non provo né rabbia né odio”.

In una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, parlano di una “nuova emergenza”.

“Il clan Spada continua a tirare le sue ‘testate’ contro i cronisti e il diritto di cronaca. I violenti vanno definitivamente allontanati da quel territorio. Il tentativo di aggressione nei confronti di Federica Angeli – più volte minacciata dal clan – che stava documentando lo sgombero di un appartamento abusivamente occupato dagli Spada, non può e non deve essere sottovalutato, anche perché segue il tentativo di intimidire una testimone a colpi di bombe”.

“La situazione di nuova emergenza che si è venuta a creare – proseguono – richiede misure straordinarie e un rafforzamento della vigilanza nei confronti di chi contrasta mafie e corruzione. Vogliono intimidire e spaventare quelle migliaia di cittadine e cittadini che, convocati dall’associazione Noi Antimafia, hanno rialzato la testa e hanno riaffermato il proposito di non lasciare campo libero ai clan del malaffare. Spetta ora a ciascun giornalista – concludono – tornare a Ostia e ‘illuminare’ a giorno i covi dai quali partono le aggressioni”.

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