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Ronaldo e il presunto stupro: la Juve lo difende, ma gli sponsor sono preoccupati

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Sono giornate complicate per Cristiano Ronaldo. Il campione della Juventus è alle prese con le accuse di violenza sessuale rilanciate dalla ex modella Kathryn Mayorga, che sostiene di essere stata stuprata dal giocatore nove anni fa a Las Vegas. (Qui tutti gli aggiornamenti sulle accuse di stupro a Cristiano Ronaldo)

Caso, riaperto dopo una nuova denuncia della donna, che ha acquisito un’eco mondiale e rischia di procurare seri danni a CR7. Non solo di immagine ma anche al portafogli. Gli sponsor del portoghese infatti sono preoccupati per la situazione. In particolare la Nike.

Il colosso dell’abbigliamento con cui il portoghese ha un contratto a vita, si è detta infatti “molto preoccupata per le accuse inquietanti”.

La stessa preoccupazione è stata espressa anche dalla EA sports, il gruppo canadese che sviluppa il celebre videogioco del calcio a marchio Fifa e con cui Ronaldo ha un contratto commerciale.

“Stiamo seguendo la situazione da vicino perché ci aspettiamo che gli atleti che sono sulle copertine dei nostri prodotti e che sono nostri ambasciatori si comportino in modo coerente con i valori di EA”, si legge in una nota del gruppo.

Intanto, la Juventus ha deciso di dire la sua. Il club bianconero si è schierato in difesa della sua stella diramando, nella serata di ieri, un comunicato che è stato ripreso dai media di tutto il mondo.

“In questi mesi Cristiano ha dimostrato la sua grande professionalità e serietà, apprezzata da tutti alla Juventus. Le vicende asseritamente risalenti a quasi 10 anni fa, non modificano questa opinione, condivisa da chiunque sia entrato in contatto con questo grande campione”. Punto.

E la nazionale? Ronaldo ha deciso di comune accordo con la federazione portoghese di saltare le partite in programma a ottobre e novembre.

Il ct del Portogallo Santos non l’ha infatti convocato per la sfida di Nations Cup contro la Polonia e per l’amichevole con la Scozia dell’11 e 14 ottobre, e ha annunciato che lo lascerà a casa anche per i due match successivi di Nations Cup, contro l’Italia (il 17 novembre a San Siro) e la Polonia.