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Il figlio di Alessandro Gassmann a sorpresa alle audizioni di X Factor 2018

Leo Gassman, chitarra e ricci neri, arriva sul palco davanti ai giudici con la voglia di cercare la sua strada, al di là di quel cognome ingombrante

Immagine di copertina
Leo Gassman, il figlio di Alessandro Gassmann, alle audizioni di X-Factor 12

Leo Gassman, figlio di Alessandro, alle audizioni di X Factor 2018 | VIDEO

È arrivato con la chitarra e i ricci mori spettinati. La bellezza non tradisce il Dna, è chiaro. Ha imbracciato il suo strumento e ha cantanto il suo inedito: Freedom, “dedicato a tutte quelle persone che cercano e lottano per ottenere la loro libertà”.

Si è presentato così alle audizioni di X-Factor 12 Leo Gassman, 20 anni, figlio di quel Gassmann, Alessandro, e nipote di quell’altro Gassman, Vittorio. L’arte scorre nel sangue e si vede già da subito. La voce calda tradisce un po’ l’emozione di salire su un palco per la prima volta, con sulle spalle un nome che pesa come un macigno.

E lo confessa candidamente che questo è il suo tentativo di trovare la sua via. “Sono qui per cercare la mia strada”, ha detto, e provare di fatto a “riprendersi” la sua vita, “fortunata, ma impegnativa”, come ammette lui stesso.

“Sono qui per per crearmi qualcosa di mio”, ha detto Leo Gassman, figlio dell’attore e dell’attrice Sabrina Knaflitz. Poi ha preso la sua chitarra scura e si è staccato dalla realtà: si è rintanato nel suo mondo e ha chiesto la felicità, come canta nella sua Freedom.

Ha ammaliato tutti e quattro i giudici col suono ruvido della chitarra e il testo dolce e potente del suo inedito. Ha incassato i quattro sì, Leo Gassman e il cognome no, non c’entra niente.

Il sì più pesante degli altri è stato quello di Asia Argento. L’attrice e regista si è riconosciuta nella storia del giovane Gassman, consapevole della fatica di affrancarsi da un cognome ingombrante.

E sui social, nemmeno a dirlo, il promettente artista ha ricevuto una valanga di complimenti, a cui si sono sommati altrettanti commenti negativi. In tanti hanno urlato al “solito figlio di”. “Ha la strada spianata con quel cognome”, scrive qualcuno. “Ecco il raccomandato”, ha commentato qualcun altro.

In tanti, però, hanno riconosciuto in quello sguardo timido e fiero l’umiltà di un ragazzo come tanti che ha atteso in coda con l’ansia di calcare il palco e costruirsi il futuro che sogna.

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