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“Io prometto”: storie di donne che resistono nei territori colpiti dal terremoto del Centro Italia
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Io prometto

“Io prometto”: storie di donne che resistono nei territori colpiti dal terremoto del Centro Italia

Il lungometraggio, girato dalla regista Cecilia Fasciani, sarà presentato in anteprima il 9 ottobre presso l’l’Università dell’Aquila

04 Ott. 2018
Io prometto

Sono quattro donne le protagoniste del lugometraggio Io prometto, racconto corale realizzato nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto e prodotto attraverso una campagna di finanziamento dal basso.

Sono Patrizia, Assunta, Antonietta e Valentina. Quattro personaggi femminili, uniti da un solo filo conduttore: la voglia di non abbandonare la loro terra, l’Abruzzo, e resistere in un territorio che hanno deciso di non abbandonare. 

Assunta Perilli ha aperto una bottega dopo il ritrovamento in cantina dell’antico telaio in legno della nonna Assunta.

Dopo essersi conquistata la fiducia delle donne anziane del suo paese, Campotosto, ha imparato da loro l’arte del mestiere della tessitura di alta montagna, per molte generazioni un motivo di sostentamento economico. Assunta non ha voluto abbandonare il paese e la bottega, la “Fonte della tessitura”, è stata inaugurata il 2 dicembre 2017. 

Antonietta Centofanti è la rappresentate del Comitato familiari delle vittime della casa dello studente: si è battuta nei processi che riguardavano la cittadinanza negli anni post sisma e nelle numerose lotte cittadine per una ricostruzione trasparente e dal basso.

“Una donna che non si è mai arresa, con convinzione e la giusta dose di arroganza, quella necessaria a fare rumore, a farsi quantomeno sentire. Tanti anni spesi alla ricerca di giustizia per il crollo della Casa dello Studente, e oggi Antonietta è attiva in molti comitati cittadini e continua la sua lotta, che poi è quella di tutte e tutti”, spiega la produzione.

Patrizia Vita è un’imprenditrice: il suo Bed&Breakfast, “La casa dell’Ortigiana”, non esiste più dal terremoto del 30 ottobre 2016  ma Patrizia continua a sostenere la necessità di rimanere usl territorio.

“Non lasceremo mai sola questa terra. Qui mi sento a casa, e possiamo ricostruire questo posto nel migliore dei modi possibili, insieme”, racconta nel lugometraggio, diretto da Cecilia Fasciani, aquilana documentarista di professione formata alla London Film Academy.

Valentina Valleriani, invece, si è battuta per ottenere uno spazio per la sede della Casa delle Donne dell’Aquila. “Anche la necessità di un bisogno può diventare aspirazione, nel momento in cui si presenta”, racconta. “E io continuerò a portare avanti il mio impegno, con le altre donne di questa città

Le riprese del lungometraggio, che sarà presentato in anteprima il 9 ottobre alle 18:00 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila, sono state effettuate tra L’Aquila, Ussita e Campotosto.

Una crew formata dal direttore della fotografia Giovanni Fania, l’operatrice di ripresa Valérie Hubert, il tecnico del suono Giovanni Sfarra, l’assistente alla produzione Matteo Mabilia.

Nella fase di postproduzione la crew è stata formata da professionisti del settore come Fabio Bianchini l’editor, Enrico D’Amico il musicista, Simonluca Laitempergher il sound mixer, Alberto Vidmar il colorist, Mirko Monti l’animatore, Sasha Ricci Rovatti la grafica e Joanna Meg Kennedy l’illustratrice.

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