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L’Australia smetterà di tassare gli assorbenti

Sui tamponi e sugli assorbenti esterni, il paese smetterà di applicare la tassazione al 10 per cento, permettendo al prodotto igienico femminile di diventare più economico

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In Australia gli assorbenti non saranno più considerati un bene di lusso: il governo ha deciso che non applicherà più sul prodotto sanitario femminile la tassa al 10 per cento (GST).

L’esenzione – che si riferisce ai tamponi e agli assorbenti esterni, ma non alle coppette e all’apposita biancheria intima – verrà applicata a partire da gennaio 2019 e permetterà agli assorbenti di diventare più economici.

La contestata “tampon tax” era entrata in vigore nel 1999 durante il governo del primo ministro John Howard. Gli assorbenti erano stati equiparati a beni non essenziali, a differenza dei preservativi e dei lubrificanti.

La norma aveva da subito suscitato polemiche perchè ritenuta “sessista” dagli attivisti. Il ministro della Salute Michael Wooldridge all’epoca aveva sostenuto che gli assorbenti non dovevano essere esentati perchè “non contribuivano a prevenire le malattie”. Da allora, la questione era stata spesso riportata all’ordine del giorno, con una dura battaglia per eliminarla.

La decisione è stata presa all’unanimità dalle autorità statali e del ministero delle Finanze, che hanno accettato di rinunciare ai 30 milioni di dollari australiani che la tassa generava ogni anno.

Il ministro federale per le Donne, Kelly O’Dwyer, ha espresso la sua soddisfazione sottolineando che “milioni di donne australiane ne beneficeranno”.

Il governo conservatore sta attraversando un momento di difficoltà, dopo la cacciata il mese scorso del premier Malcolm Turnbull e le dimissione del ministro degli Esteri Julie Bishop. Il partito sta cercando di riconquistare l’elettorato femminile dopo le accuse di bullismo e intimidazioni sollevate dalle deputate nelle sue file, che sono solo il 20 per cento rispetto al 45 cento tra i laburisti.

La ‘tampon tax’ è al centro di un controverso dibattito non solo in Australia: il governo indiano a luglio aveva rimosso l’imposizione fiscale approvata nel 2017 sui prodotti sanitari, compresi quelli igienici femminili come gli assorbenti, considerati da New Delhi come beni di lusso. La tassa era stata accusata di limitare ulteriormente l’accesso delle donne agli assorbenti in un paese dove quattro su cinque sono costrette a farne a meno, con gravi conseguenze sulla salute e sul tasso di abbandono scolastico.

In Italia gli assorbenti non sono considerati un bene di prima necessità, che questi vengono tassati con l’Iva al 22 per cento.