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Nave Aquarius, con i migranti è stato salvato anche un cane: si chiama Bella

Il cane è una femmina di West Highland white terrier chiamata Bella, che fa parte della famiglia di Malak, una donna libica

Immagine di copertina
Bella è il cane salvato dalla nave della ong

Sono sbarcati a Malta nella mattinata di domenica 30 settembre i 58 migranti soccorsi diversi giorni fa dalla nave Aquarius a largo delle coste libiche. Con loro è sbarcato anche un cane, il suo nome è Bella, un terrier di circa 10 chili.

È stato salvato dalla nave insieme alla sua padrona. Lo ha reso noto il premier maltese, Joseph Muscat, che ha precisato: “Malta soccorre ogni vita”.

L’animale verrà visitato dal personale medico per verificare che non abbia la rabbia.

Il cane è una femmina di West Highland white terrier chiamata Bella. Il cane fa parte della famiglia di Malak, una donna libica di 44 anni che si trovava a bordo della nave Aquarius con i 5 figli e il fratello.

Qualche giorno fa aveva raccontato al quotidiano francese Le Monde di essere stata costretta a lasciare il Paese – benché di condizione benestante – dopo il rapimento di suo marito un mese fa a Tripoli.

Il tweet del premier maltese

I migranti sono stati trasferiti nella mattinata su un’imbarcazione delle autorità marittime maltesi per essere fatti sbarcare a La Valletta.

La nave era rimansta in attesa al largo di La Valletta per giorni. L’accordo per lo sbarco era stato raggiunto il 25 settembre tra cinque Paesi europei, in base al quale la nave sarebbe attraccata a Malta e i migranti a bordo sarebbero state redistribuiti tra Francia, Germania, Spagna e Portogallo.

L’Aquarius ha ricevuto l’autorizzazione a sbarcare a Malta, dopo che il governo francese ha respinto la richiesta della Ong di poter approdare nel porto di Marsiglia.

Il Portogallo ha annunciato di aver trovato un accordo con il governo di Francia e Spagna per accogliere i migranti che si trovano a bordo della nave Aquarius, con a bordo 58 migranti. Il governo portoghese si è impegnato a ospitare 10 migranti.

Parigi aveva invocato una “soluzione europea”, sostenendo che l’imbarcazione dovrebbe attraccare al “porto sicuro più vicino” e ha suggerito alla Ong di dirigersi verso Malta.