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Conte: “Al-Sisi mi ha detto che farà di tutto per la verità su Giulio Regeni”

Il premier ha incontrato il presidente egiziano durante l'assemblea generale dell'Onu

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A margine dell’assemblea generale dell’Onu del 25 e 26 settembre 2018, il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, e il presidente dell’Egitto, Al-Sisi, hanno discusso della vicenda di Giulio Regeni.

Secondo quanto riferito da Conte, il presidente egiziano ha assicurato che “farà di tutto” per arrivare alla verità sul caso del giovane ricercatore italiano torturato e ucciso in circostanze misteriose nel gennaio 2016 mentre si trovava in Egitto.

“Ho avuto l’assicurazione da parte di Al-Sisi che farà di tutto, lavorerà lui stesso” per arrivare alla verità sul caso Regeni, ha detto Conte.

“Con l’Egitto abbiamo una antica tradizione di rapporti culturali ed economici: sarebbe oggettivamente un peccato compromettere questo cammino antico per una ragione che sarebbe inaccettabile”, ha sottolineato il premier italiano.

“Ad Al Sisi ho chiesto verità e giustizia e che i colpevoli vengano portati in Tribunale. Al Sisi mi ha dato assicurazioni”, ha aggiunto.

Il 16 settembre era stato il presidente della Camera, Roberto Fico, a incontrare il presidente egiziano durante una visita ufficiale a Il Cairo.

“Ho detto però al presidente Al-Sisi che siamo a un punto di stallo. Io spero che ci siano soluzioni immediate e che inizi un vero processo”, aveva detto in quell’occasione Fico.

“Ho ricordato al presidente che Giulio è un nostro ricercatore che è stato sequestrato, torturato per 7 giorni, e ucciso. Gli ho detto che di certo non è stato torturato da cittadini comuni, c’è stata una sofisticazione delle torture che non appartiene a cittadini comuni. Quando il corpo è stato trovato, è come se Giulio fosse morto due volte, ci sono stati una serie di depistaggi”, aveva aggiunto il presidente della Camera.

In precedenza sul caso si erano espressi anche i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

“Non si possono annullare i rapporti con l’Egitto in attesa di sviluppi sul caso Regeni”, aveva detto Salvini.

“Il presidente Al-Sisi mi ha detto ‘Giulio Regeni è uno di noi’”, riportava il vicepremier Luigi Di Maio di ritorno dall’Egitto il 28 agosto.

Il 14 settembre 2018 è trascorso esattamente un anno da quando l’ambasciatore italiano Gianpaolo Cantini è tornato a Il Cairo.