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Il decreto Genova è stato inviato al presidente Mattarella

Il provvedimento, rimasto fermo due settimane per nodi sulle coperture, è arrivato al Quirinale: contiene le misure decise dal Governo per gestire l'emergenza successiva al crollo del ponte Morandi

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A due settimane dall’approvazione in Consiglio dei ministri, il decreto Genova è stato inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il testo ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato ed è stato trasmesso da Palazzo Chigi al Quirinale. Ora il capo dello Stato lo esaminerà per la firma necessaria alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento contiene una serie di misure decise dal Governo per gestire l’emergenza successiva al crollo del ponte Morandi.

Il decreto, approvato dal Cdm il 13 settembre, è giunto in ritardo agli uffici del Quirinale a causa di problemi legati all’individuazione delle coperture finanziarie.

Nel pomeriggio di martedì 25 settembre fonti interne al ministero dell’Economia (Mef) hanno fatto sapere che il testo è stato trasmesso alla Ragioneria generale dello Stato senza l’indicazione delle cifre.

Una mancanza che impediva la “bollinatura” del documento da parte dell’organo tecnico del Mef, necessaria prima dell’invio al Colle.

Sempre secondi fonti del Mef, i tecnici della Ragioneria hanno lavorato “attivamente” nelle ultime ore “per valutare le quantificazioni dei costi e individuare le possibili coperture da sottoporre alle amministrazioni proponenti”.

La vicenda ha reso ancor più tesi i rapporti tra Palazzo Chigi e il Tesoro, già difficili dopo la contestata registrazione audio del portavoce del premier, Rocco Casalino.

Nella serata del 25 settembre, la presidenza del Consiglio ha diffuso un comunicato a smentire “presunte carenze di coperture finanziarie”.

Il Governo ha precisato che sono integralmente finanziati gli interventi previsti nel 2018 e parzialmente quelli per gli anni successivi, mentre per la parte residua “sarà data copertura nella prossima Legge di Bilancio”.

Cosa prevede il decreto Genova

Il decreto Genova comprende le “disposizioni urgenti volte a velocizzare le operazioni di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, al sostegno dei soggetti danneggiati per il crollo, alla ripresa delle attività produttive e di impresa, nonché dirette a intraprendere ogni iniziativa necessaria al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture”.

Le famiglie

Il decreto prevede l’istituzione di un contributo di sostegno per tutti i soggetti coinvolti dalle ordinanze di sgombero o che hanno subito danni materiali. La misura è quindi rivolta alla popolazione di Genova che è stata direttamente interessata dal crollo del ponte Morandi.

Le imprese

Per quanto riguarda le imprese danneggiate dal crollo, il decreto stabilisce che si provvederà all’istituzione di un contributo per la mitigazione dei pregiudizi sofferti. Rimarranno impregiudicati i diritti risarcitori nei confronti degli eventuali responsabili.

Inoltre, è prevista l’introduzione di misure di facilitazione fiscale per le imprese e che facilitino la ripresa dei traffici portuali. Il decreto prevede l’istituzione di una zona franca urbana e di una zona logistica semplificata per il porto e il retroporto, oltre a misure di immediata applicazione che favoriscano la viabilità e i collegamenti in entrata e in uscita dalla città. Si cercherà anche di implementare il trasporto pubblico locale.

Il Commissario straordinario

Sulla base di quanto contenuto nel decreto, si procederà all’istituzione del Commissario straordinario per poter procedere in tempi rapidi alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.

Il Commissario dovrà anche occuparsi  dell’attuazione delle misure necessarie per superare le conseguenze degli eventi dannosi.

Non è stato ancora deciso chi ricoprirà tale incarico, ma il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha affermato che entro due settimane, a partire del 14 settembre, verrà individuata la figura più idonea per diventare Commissario straordinario.

Sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti

Il decreto Geneva introduce nuove norme per il rafforzamento delle misure di prevenzione e per garantire la piena sicurezza nella mobilità e nei trasporti.

È quindi previstA l’istituzione di una Agenzia di vigilanza per la sicurezza delle strade e autostrade, accompagnata dall’ampliamento degli organici tecnici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti addetti ai controlli di sicurezza.

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Inoltre si procederà alla creazione di una banca dati sulle opere pubbliche per monitorare i parametri di sicurezza delle infrastrutture, grazie all’utilizzo di sistemi tecnologici innovativi.