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Tutto quello che (forse) non vi hanno detto sulla contraccezione

Con il contributo della dottoressa Alessandra Graziottin TPI ha cercato di chiarire cosa è importante sapere sul tema della contraccezione, smontando le relative bufale in circolazione

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“Le ragazze italiane non si preoccupano di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile ma di problematiche come la cellulite: hanno una percezione dei rischi completamente alterata che va a interferire sui metodi contraccettivi utilizzati”.

A parlare è la dottoressa Alessandra Graziottin, ginecologa, oncologa, sessuologa e psicoterapeuta.

Graziottin è autrice di oltre cento pubblicazioni scientifiche e attualmente dirige il centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Con lei abbiamo affrontato il complesso tema della contraccezione. Già in passato TPI aveva esaminato le tecniche contraccettive attualmente disponibili e i relativi costi.

Ora cerchiamo di capire come mai in Italia sull’utilizzo dei metodi contraccettivi ci sia ancora molta ignoranza e cosa è importante sapere su questo tema, smontando le relative bufale in circolazione.

Secondo la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), infatti, il 42 per cento delle ragazze under 25 non usa precauzioni durante il primo rapporto sessuale e il 17,5 per cento delle persone adulte ricorre generalmente alla pratica del coito interrotto, mentre il 4,2 per cento si affida ad altri metodi naturali e il 3,1 per cento al “destino”.

Sempre secondo questa ricerca, la contraccezione ormonale è utilizzata dal 16,2 per cento della popolazione, un dato fra i più bassi in Europa.

“Se la ragazza conduce uno stile di vita sano, non è la pillola anticoncezionale che provoca la cellulite, il problema sorge quando si ingeriscono alimenti che fanno male e non facendo attività fisica”, inizia a precisare la dottoressa.

La sessualità è “terra di nessuno”

Le informazioni sui metodi contraccettivi vengono spesso raccolte su internet e le famiglie, che dovrebbero essere un punto di riferimento per i ragazzi, latitano.

“La sessualità è terra di nessuno”, denuncia la dottoressa.

“L’Italia ha una percentuale di contraccezione intorno al 15,3 per cento, quando nel nord Europa parliamo di percentuali oltre il 46 e addirittura in Portogallo oltre il 50 per cento. Anche i paesi latini mostrano un atteggiamento verso la contraccezione completamente diverso: da noi si attribuisce più importanza all’aspetto cosmetico che alla salute”.

Il profilattico

Secondo la dottoressa l’utilizzo del profilattico tra gli uomini italiani, e tra i giovani in particolare, è raro. Trovare un maschio che lo usi sempre e in tutti i rapporti è praticamente impossibile. In tanti dicono di usarlo “a volte'”.

“Questa è un’espressione pericolosissima, perché basta un rapporto sessuale non protetto per trasmettere le malattie”.

Alcuni uomini lo usano solo alla fine del rapporto. “Non si rendono conto che malattie come il papilloma virus si trasmettono non solo nel momento dell’eiaculazione, ma anche prima”. 

Perché è importante proteggersi durante i rapporti anali e orali

“La trasmissione delle malattie avviene anche nel rapporto anale e orale”, avverte la Graziottin. “Tanto è vero che oggi assistiamo a un aumento di carcinomi nel tratto orofaringeo, nella bocca e nell’ano, con un anticipo dell’età di comparsa. Il papilloma virus, infatti, fa da acceleratore di altri fattori carcinogeni come il fumo e l’alcool”. 

Tra le giovanissime e i giovanissimi si registra un aumento dei rapporti anali. Questo significa maggiore possibilità di diffondere malattie, se i rapporti non sono protetti. 

Essere fedeli al partner non significa non rischiare di contrarre malattie sessualmente trasmissibili

La dottoressa Graziottin la definisce “monogamia seriale”. Con questa espressione l’esperta vuole porre l’attenzione sui rapporti non protetti tra fidanzati che si professano fedeli, e che quindi non hanno altri rapporti sessuali. 

Due ragazzi alla prima esperienza non hanno malattie. Se uno dei due o entrambi hanno avuto dei partner precedenti, però, il rischio c’è.

“È vero che i due sono reciprocamente fedeli, ma venendo entrambi da altre storie, è chiaro che basta che uno inserisca il virus, magari contratto in una precedente relazione, perché lo stesso cominci a girare”. 

Campagna regione lazio

“Spesso capita di incontrare maschi portatori sani, che non manifestano i sintomi ma portano quello che i francesi chiamano ‘il regalo avvelenato'”.

Un controllo annuale per ciascun partner è quindi comunque preferibile.

Conosciamo i vantaggi della contraccezione ormonale?

“Le nostre ragazze non percepiscono i vantaggi della contraccezione ormonale, in particolare quando si riduce l’intervallo tra una scatola e l’altra del farmaco”. 

Prendendo una pillola di regime “24 + 4” , o “26 + 2”, o le “pillole di 90 giorni” si possono avere dei vantaggi enormi come:

• Riduzione delle mestruazioni dolorose

• Riduzione del rischio o della progressione di endometriosi, una malattia estremamente impegnativa. Quando una ragazza, durante il periodo mestruale, non riesce a fare sport, non esce, non si sente bene, è un primo segnale per il rischio di endometriosi.

• Tutte le esacerbazioni, come la sindrome da intestino irritabile ma anche diverticoliti e dolori vari si attenuano.

• Riduzione dei sintomi dell’asma e di tutti i sintomi delle malattie infiammatorie o autoimmuni che di norma peggiorano durante il periodo mestruale.

 • Riduzione della cefalea nel periodo mestruale.

 • Riduzione del dolore pelvico.

“Tutto ciò che di potenzialmente pericoloso avviene durante il ciclo può essere marcatamente attenuato o rimosso da una pillola usata in maniera continuativa o con riduzione netta dell’intervallo tra una scatola e l’altra”, conclude su questo aspetto la dottoressa.

La contraccezione può essere molto amica della salute della donna, quando praticata con intelligenza clinica.

Le malattie sessualmente trasmissibili: tempi di incubazione e rischi

Le probabilità di aver contratto più di un virus contemporaneamente sono elevate, ma i momenti in cui i virus stessi si manifestano sono differenti. “Microrganismi diversi hanno tempi di incubazione diversi”, spiega la dottoressa. 

“Nel maschio, il gonococco di Neisser, agente eziologico della gonorrea, si manifesta con un’uretrite purulenta nel giro di una settimana. Nella donna, con delle secrezioni giallastre. Per una sifilide primaria ci vogliono 40 giorni, per il papilloma virus il periodo di incubazione può raggiungere i due mesi. La clamidia può andare dai 15 giorni ai due mesi per manifestarsi”.

Attenzione ai controlli

“È molto importante che il medico, nel momento in cui diagnostica una malattia, attivi i controlli preventivi per intercettare le altre che eventualmente abbiamo contratto”, spiega Graziottin.

Se i controlli per l’utero riescono ad intercettare le malattie con un certo grado di anticipo, grazie a esami come il Pap test, per la bocca e l’ano si arriva spesso quando la malattia è a uno stadio avanzato. In quelle zone, infatti, è più facile che le indagini mediche siano eseguite dopo che ci si è accorti di un problema specifico, e non con normali controlli.

“Ma se il sesso orale è aumentato tra i ragazzi, anche i controlli e le precauzioni devono acquisire maggiore importanza”, specifica la dottoressa.

Se una ginecologa e un’oncologa trova delle lesioni sul collo dell’utero da “papilloma virus 16 e 18” deve chiedere anche se si sono avuti rapporti anali e orali non protetti, e valutare eventuali lesioni all’interno della bocca.

“A volte troviamo lesioni in stato più avanzato nel cavo orale che nell’utero”. 

L’importanza dei vaccini

In paesi come l’Australia, dove a vaccinarsi sono uomini e donne, la relazione tra vaccinazione e risultato protettivo è fortissima ed evidente, mentre in Italia la vaccinazione per le malattie sessualmente trasmissibili è ancora molto bassa.

La dottoressa Graziottin porta come esempio quello che viene definito il “doppio olandese”. 

Negli anni Novanta l’Olanda ha portato avanti un’imponente campagna mediatica che ha promosso la contraccezione come metodo in cui ciascuno – maschio e femmina – si prende la sua dose di responsabilità.

“Il ragazzo usa sempre il preservativo, in tutte le forme di rapporto, mentre la ragazza fa una contraccezione blindata con la pillola anticoncezionale o con il cerotto: ognuno contribuisce per il suo al 50 per cento”.

Questo metodo ha avuto dei risultati straordinari: a fronte di un’attività sessuale notevole tra i giovani olandesi, in dieci anni sono state abbattute notevolmente le gravidanze indesiderate e le malattie sessualmente trasmissibili.

“L’assunzione del 50 per cento di responsabilità”, spiega Graziottin, “fa parte di un più ampio concetto di rispetto del partner”.

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