Me

Toninelli difende la sua idea di un “ponte su cui giocare e mangiare”: il suo modello è il Galata di Istanbul

Il ministro delle Infrastrutture era stato molto criticato per la sua proposta e ha spiegato in un post su Facebook che una simile infrastruttura esiste già

Immagine di copertina
Il ministro delle Infrastrutture. Credit: Getty Images

Alcuni giorni fa avevano fatto molto discutere alcune affermazioni del ministro delle Infrastrutture sul progetto per il nuovo ponte di Genova che dovrebbe sostituire il viadotto Morandi crollato il 14 agosto 2018.

Toninelli aveva proposto la creazione di “un ponte su cui giocare, mangiare e socializzare”.

“Non vogliamo solo rifare velocemente il ponte Morandi, ma anche renderlo un luogo vivibile, un luogo di incontro in cui le persone si ritrovino, possano vivere, giocare, mangiare”, aveva detto il ministro alle Infrastrutture, durante la visita al Salone nautico di Genova.

Il 25 settembre Toninelli è tornato a parlare della sua idea per il nuovo ponte di Genova, difendendo le sue precedenti dichiarazione in un post sulla sua pagina Facebook.

In sua difesa, il ministro ha presentato come esempio il ponte Galata che si trova a Istanbul, in Turchia.

“Qualche ignorante ancora discute la mia affermazione circa la possibilità di costruire un ponte multilivello e multifunzione”, ha scritto il ministro su Facebook.

“Si tratta di gente che non capisce come una grande opera possa condurre a riqualificare, a ridisegnare, a ripensare la vocazione di un’intera area, trasformando magari in luoghi da vivere e da fruire anche quei ‘non luoghi’ che oggi spesso vediamo essere le aree sotto i ponti, ricettacolo per lo più di degrado”.

“Non voglio sponsorizzare progetti specifici su Genova di cui pure molto si è parlato e che mi hanno colpito per la loro sostenibilità, bellezza, tecnologia e intelligenza. Voglio solo far notare che ripensare le opere pubbliche significa abbattere il più possibile il loro impatto ambientale e anche incastonarle al meglio nei contesti in cui sorgono, conferendo magari valore aggiunto a quegli stessi contesti”.

“Basta pensare al Ponte di Galata a Istanbul: un passaggio urbano di circa 500 metri, nato negli anni Novanta, sotto cui c’è una animata galleria commerciale e tantissimi ristoranti. Ebbene sì, ecco un ponte sotto il quale da anni si passeggia, si socializza. E si mangia. Cosa c’è di strano?”.