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Rapina in villa, “Come arancia meccanica”. Coniugi seviziati dai ladri: “Vi facciamo a pezzi”

Alla padrona di casa è stato tagliato il lobo di un orecchio per convincerla a rivelare dove fosse la cassaforte, che non c'era

Immagine di copertina

Tragedia Chieti – Nella notte tra il 22 e il 23 settembre 2018 quattro ladri sono entrati nella casa di Carlo Martelli, 69enne chirurgo fondatore dell’associazione per disabili Anfass e della moglie Niva Bazzan. Nella casa viveva anche il figlio disabile della coppia.

I ladri hanno tagliato alla donna il lobo di un orecchio per convincerla a indicare loro la cassaforte, che però non c’era. Il medico è stato massacrato di pugni al volto, mentre il figlio disabile non è stato toccato.

I ladri, non trovando nulla in casa, hanno costretto i coniugi a rivelare codici del bancomat per prelevare i soldi in banca.

“Chiedevano con insistenza di sapere dove fosse la cassaforte e non credevano che non l’avessimo. Solo uno di loro ha parlato in buon italiano, gli altri sono rimasti in silenzio”, hanno raccontato le vittime al vice questore Miriam D’Anastasio, dirigente della squadra mobile di Chieti.

“Faremo di tutto per arrestare i colpevoli e farli marcire in galera, non si può vivere con paura anche in casa propria”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La brutale rapina è stata paragonata al film Arancia meccanica, di Stanley Kubrick. “Quel film, Arancia meccanica, forse fa ridere in confronto a quello che hanno fatto. Qui non ci sentiamo affatto sicuri, non c’è alcun controllo del territorio, chiunque passa, guarda e mette a segno furti e rapine anche se una cosa del genere qui non si era mai vista. Ci devono essere pene più severe e soprattutto certe e bisogna potersi difendere a casa propria. Fino a quando non ti toccano uno pensa che sia esagerato tenere un’arma in casa ma quando ti sequestrano, ti picchiano e arrivano a minacciare e a mutilare i tuoi familiari capisci che devi poterti difendere”, ha detto il fratello del medico.

Carlo Martelli e Niva Bazzan sono ricoverati all’ospedale di Lanciano.

La polizia scientifica sta facendo tutti i rilievi nella villa e sull’auto con la quale tre dei ladri sono andati a prelevare con i bancomat, metre il quarto teneva in ostaggio i due coniugi.

Il taglio del lobo dell’orecchio alla donna è arrivato dopo due ore di violenza. I ladri non volevano arrendersi al fatto che in casa non ci fosse alcuna cassaforte. La macchina di Martelli con la quale i malviventi sono fuggiti non è stata ritrovata.

Gli investigatori della squadra mobile di Chieti e del commissariato di Lanciano stanno verificando le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza.

“Quanto accaduto la scorsa notte è una barbarie che non ha precedenti nel nostro territorio”, ha dichiarato il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo. “La brutale violenza con la quale sono stati colpiti due nostri concittadini, nella propria casa, è indegna di un paese civile e merita la risposta più celere possibile da parte delle forze dell’ordine e degli organi di giustizia. Ho visitato in ospedale questa mattina Carlo Martelli e la moglie Niva, coppia di coniugi cui sono legato da sentimenti di amicizia e profonda stima, per esprimere loro la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità lancianese, che conosce bene il valore del contributo sociale e professionale che la loro famiglia ha dato e dà alla nostra città. Esprimo ferma condanna per l’incredibile e inaudita efferatezza di cui sono state vittime Carlo e Niva e al contempo totale fiducia negli organi dello Stato preposti a rintracciare e ad assicurare alla giustizia, in tempi rapidi, i responsabili di questa barbarie”.