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Genova: “Polizia entra in casa e apre il fuoco ferendo anche il mio cane, ma l’erba che cercavano era legale”

Il racconto di una 17enne di Begato che ha presentato un esposto: nell'intervento lei e il suo pitbull sono rimasti feriti e la madre è svenuta per lo spavento

Immagine di copertina
Il pavimento sporco di sangue dopo l'irruzione degli agenti

È successo tutto in pochi minuti, in un quartiere della periferia di Genova: l’ingresso dei poliziotti in casa, i colpi di pistola, il sangue, la perquisizione, l’arrivo dell’ambulanza.

Il bilancio dell’intervento del commissariato di Genova Cornigliano – concluso con il sequestro di una piantina di cannabis – vede un pitbull ferito, una donna di 48 anni svenuta per lo spavento e una ragazza di 17 anni che lamenta di essere stata colpita di striscio dai proiettili a un dito della mano e a un polpaccio.

A una settimana di distanza dall’accaduto, la ragazza ha presentato un esposto alla Procura del Tribunale di Genova per capire se il comportamento degli agenti durante l’operazione sia stato corretto.

E per precisare: “Quella pianta di cannabis sequestrata è legale. È stata comprata in maniera assolutamente lecita a un fiera”.

Arriva dal quartiere popolare di Begato la vicenda di Giulia, la studentessa protagonista di quest’episodio controverso raccontato con un nome di fantasia, data la sua minore età.

Il giorno stesso dell’operazione della Polizia, il 12 settembre 2018, era stato il ferimento del cane a interessare subito le cronache locali, tanto da spingere la Questura di Genova a intervenire con una dichiarazione “Durante una perquisizione un cane pitbull di proprietà della padrona di casa, molto aggressivo, si è scagliato contro gli agenti e uno di loro ha sparato alcuni colpi ferendolo. Il cane non è in pericolo di vita e nessuna persona è rimasta ferita. La madre della padrona del cane, dallo spavento, ha avuto un piccolo malore”.

Ma, con un esposto firmato dall’avvocato genovese Cristiano Mancuso Audifredi, la ragazza protagonista dell’accaduto ha voluto raccontare dettagliatamente la sua versione dei fatti.

Mercoledì 12 settembre alle 09.30 Giulia è con il cane davanti al portone della sua abitazione a Begato. Vede un’automobile che procede a bassa velocità con a bordo alcune persone che la guardano insistentemente. Quando la macchina si ferma, tre dei passeggeri mostrano un tesserino e le chiedono i documenti. Le prendono il telefono e le chiavi di casa e le chiedono di accompagnarli nell’appartamento.

La ragazza scrive nell’esposto: “Giunti sul pianerottolo di casa, capendo che sarebbero stati intenzionati ad entrare in casa, li avvertivo della presenza di un altro cane e chiedevo loro di lasciarmi entrare un attimo prima per chiuderlo sul poggiolo insieme al cane che era con me in quel momento. Loro hanno acconsentito e mi hanno detto che avrebbero atteso sulla porta”.

A quel punto la ragazza apre la porta, ma sostiene di essere spostata dagli agenti che entrano in casa prima di lei. Il cane presente nell’abitazione, un pitbull, tenuto dalla madre ma agitato per la presenza di cinque estranei in casa, abbaia contro gli agenti. Ed è lì che partono i colpi.

“Ho sentito uno sparo, al quale ne sono seguiti almeno altri quattro”, scrive la ragazza. “Ho udito ululare l’animale di dolore e mi sono coperta del suo sangue su tutto il corpo. In quello stesso momento avvertivo un fortissimo dolore al dito anulare della mano sinistra e al polpaccio destro”.

In quel momento in casa ci sono la ragazza, il suo fidanzato, la mamma – che in preda a una crisi di panico si accascia priva di sensi – e il suo compagno.

È una vicina di casa a chiamare l’ambulanza: quando i militi ripuliscono Giulia dal sangue del cane si accorgono delle lievi ferite alla mano e alla gamba, poi curate nel pronto soccorso dell’ospedale di Genova Sampierdarena.

La perquisizione degli agenti di Polizia si è conclusa con il ritrovamento e il sequestro di una piantina di cannabis. “Comprata in maniera assolutamente lecita alla recente fiera Euroflora”, specifica Giulia nell’esposto riferendosi alla mostra internazionale del fiore andata in scena a Genova lo scorso maggio, dove proprio la vendita della cannabis legale è stata una delle novità più chiacchierate.

In una situazione legislativa dai confini ancora poco noti, è bene precisare che a disciplinare la materia è la legge 242 del 2016, che rende possibili la coltivazione e vendita della canapa (varietà Cannabis sativa), con numerosi paletti. A partire dal valore di Thc, il principio attivo della cannabis: non deve superare lo 0,2 con tolleranza sino allo 0,6 percento (mentre nella marijuana, la sostanza psicoattiva illegale che si ottiene dalle infiorescenze essicate di cannabis, può sorpassare anche il 20 percento).

La cannabis legale è quindi un’erba che non ha effetti psicoattivi, ma se assunta rilassa e agevola il sonno per la presenza del Cbd, il cannabidiolo.

Per chi possiede una pianta la legge è però molto chiara: “Il coltivatore ha l’obbligo di conservare i cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi, nonché le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa”.

In attesa degli sviluppi dell’esposto, la Questura di Genova non intende commentare l’accaduto. Ma gli agenti che hanno seguito da vicino l’operazione vogliono precisare: “La pianta non era accompagnata dalla documentazione e durante la perquisizione non è stato dichiarato l’acquisto in una fiera. Gli esami accerteranno se questo fatto sia vero o meno. In ogni caso l’intervento c’è stato perché la pianta era ben visibile sul balcone”.