Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Facci contro Nadia Toffa e il suo libro: “Siamo alla spettacolarizzazione del tumore”

L'articolo su Libero in merito a "Fiorire d'inverno - La mia storia" della conduttrice de Le Iene

Immagine di copertina
Facci e Toffa

Facci contro Nadia Toffa e il suo libro Fiorire d’inverno: “Siamo alla spettacolarizzazione del tumore”

FACCI CONTRO NADIA TOFFA – “Pure il libro. Siamo alla spettacolarizzazione del tumore (il proprio) e alla sua trasformazione in core-businnes di un’attività pseudo-giornalistica: avremmo voluto non tornarci più sopra, sul penoso «caso Nadia Toffa», ma la banalizzazione dei malati che questa signorina sta perpetuando è molto più importante di lei e della sua egolatria”. A scriverlo è Filippo Facci in un articolo su Libero in edicola il 23 settembre scorso.

Il giornalista si sofferma sull’uscita del libro della collega conduttrice de Le Iene dal titolo Fiorire d’inverno – La mia storia, edito da Mondadori e in uscita il 9 ottobre. E il commento è a dir poco tranchant.

 

Facci contro Nadia Toffa e il suo Fiore d’inverno – La mia storia

Per Facci il messaggio lanciato da Toffa dopo aver scoperto di soffrire di un tumore era duplice: “Eccolo il messaggio numero 2: il tumore può essere un dono. Il primo messaggio invece era del febbraio scorso: si presentò in tv e disse «ho avuto un cancro. Mi sono curata, sono stata operata, i medici mi hanno tolto il cento per cento del tumore, ho fatto una chemio e una radio preventive per evitare che rimanesse in giro qualche cellula, non lo sapeva nessuno e ora ve ne posso parlare». Perché sono guarita” scrive su Libero.

“Il messaggio, cioè, era che bastano due mesi per accorgersi di avere un tumore, asportarlo interamente, fare una chemio e radioterapia preventive e poi tornare in onda: come se il cancro fosse stato quella cosa lì, due mesi e una parrucca e via, «non siamo malati, siamo guerrieri, chi combatte contro il cancro è un figo pazzesco». Il cancro come rapido pacchetto ospedaliero, breve come un servizio delle Iene con condivisione-social, come a dire: «vedete?, io ce l’ho fatta e lo condivido, uscite allo scoperto». Speriamo che nel libro, almeno, ammetta che il primo messaggio era una triste cazzata: se la morale era «sono guarita», infatti, la verità è che non era guarita per niente. Era come tanti suoi servizi che aveva fatto alle Iene: notizie non verificate”.

Facci contro Nadia Toffa su Libero

Il giornalista – molto criticato sui social per questo pezzo che rilanciato su Facebook conta oltre 1.000 reaction – spiega che “non è chiaro che cosa vi fosse di «coraggioso» (espressione sempre associata alla Toffa) nella mancanza di riserbo e nell’incapacità psicofisica di tenere per sè qualcosa che altrimenti avrebbe potuto deprimerla e divorarla: di questo tipo di reazione occorre avere il massimo rispetto, beninteso, parlarne in effetti può essere una maniera di sentirsi meno soli e di non sprofondare nella depressione: più che un coraggio di parlarne, però, è una rispettabile incapacità di non farlo. Ma farlo in televisione è un’altra cosa. Trasformarlo in messaggio mediatico è un’altra cosa”.

 

Facci contro Nadia Toffa

Nadia Toffa presenta il suo libro su Instagram