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Il chirurgo del primo trapianto di faccia in Italia è un precario da 2mila euro lordi al mese

Ha condotto l'intervento chirurgico più importante degli ultimi anni nel nostro Paese

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Credit: AFP

Il chirurgo che ha eseguito il primo trapianto di faccia in Italia è un medico precario. Ha condotto l’intervento chirurgico più importante degli ultimi anni nel nostro Paese, ma ha uno stipendio di 2mila euro lordi al mese.

La delicata operazione chirurgica si è conclusa nelle prime ore di domenica 23 settembre all’ospedale Sant’Andrea di Roma. Nel mondo un intervento di questo tipo è stato eseguito solo 50 volte.

Tra i medici dell’equipe che hanno eseguito il primo intervento in Italia di trapianto facciale c’è Benedetto Longo, 40 anni, di Crotone con alle spalle, tra le altre cose, un’esperienza di ricerca ad Harvard.

“Vado avanti con incarichi da un anno ma è la passione che conta: il trapianto di faccia è uno degli interventi più difficili della medicina”, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica.

L’operazione che ha eseguito il chirurgo Longo è un intervento di microchirurgia altamente sofisticata che ha richiesto tre anni di organizzazione, l’approvazione del Consiglio Superiore di Sanità, oltre a quello del Centro Nazionale Trapianti.

Benedetto Longo opera insieme al professor Fabio Santanelli di Pompeo, primario di chirurgia plastica al Sant’Andrea di Roma, ma è un precario. Ha dichiarato di avere da dieci anni contratti da 12 mesi all’ospedale Sant’Andrea e di guadagnare 25 mila euro lordi l’anno per cinque giorni alla settimana, proprio per seguire il progetto del primo trapianto facciale italiano.

Il primo trapianto di faccia in Italia

A una donna di 49 anni è stato impiantato il volto di una donatrice di 21 anni, morta in un incidente stradale. La donna era affetta da neurofibromatosi di tipo I, malattia genetica che causa gravi manifestazioni sulla pelle, negli occhi e sul sistema nervoso.

Non è in pericolo di vita ma ci sono state complicazioni per la paziente che ha subito il primo trapianto di faccia in Italia. L’ospedale ha annullato la conferenza stampa.

“L’operazione è tecnicamente riuscita”, ha riferito il bollettino medico al termine dell’intervento. Sottoposta a terapia immunosoppressiva antirigetto, la paziente è attualmente in coma farmacologico indotto e rimarrà in isolamento presso la Terapia Intesiva. “La prognosi è riservata”, si legge nel bollettino medico.

Il Centro nazionale trapianti ha ringraziato la famiglia della donatrice.

Si è trattato del primo intervento del genere in Italia, ma nel mondo vi erano già stati circa 50 interventi simili, di cui 10 in Europa, concentrati per la maggior parte in Francia.

L’intervento rientra in un protocollo sperimentale, autorizzato dal Centro nazionale trapianti dopo l’acquisizione del parere positivo del Consiglio superiore di sanità.

A guidare l’équipe medica che si è occupata del prelievo del tessuto facciale e del successivo trapianto è stato il professor Fabio Santanelli di Pompeo, responsabile dell’Unità operativa di chirurgia plastica del Sant’Andrea di Roma, e dal dottor Benedetto Longo.

L’intervento è iniziato alle 8 di sabato 22 settembre e si è concluso poco dopo le 5 di domenica 23 settembre. Il trapianto multitessuto, con pelle, fasce muscolari e cartilagine ha richiesto tre anni di preparazione, da parte dell’organizzazione e del personale.

Qui avevamo raccontato la storia di Katie, apparsa su National Geographic.

A 21 anni Katie Stubblefield è diventata la persona più giovane negli Stati Uniti a ricevere un trapianto di faccia.

L’operazione, eseguita a maggio 2017, è durata 31 ore e puntava a ripristinare la struttura e le funzioni del viso di Katie.