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La denuncia di Aquarius: “Pressioni del governo italiano su Panama per fermare i salvataggi”
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La denuncia di Aquarius: “Pressioni del governo italiano su Panama per fermare i salvataggi”

Il governo italiano ha fatto pressioni su Panama perché cancellasse dal proprio registro navale l'imbarcazione di SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere

24 Set. 2018
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Domenica 23 settembre Sos Mediterranée e Msf hanno denunciato che l’Autorità marittima di Panama ha revocato l’iscrizione dell’Aquarius dal proprio registro navale “sotto l’evidente pressione economica e politica delle autorità italiane”.

“Questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, che sono alla disperata ricerca di sicurezza, ad annegare in mare e infligge un duro colpo alla missione umanitaria dell’Aquarius, unica nave gestita da una Ong rimasta per la ricerca e il soccorso nel Mediterraneo centrale”, hanno protestato in una nota le due ong.

“Non so neanche che prefisso ha Panama”, ha risposto il vicepremier e ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, aggiungendo che “Aquarius non arriverà mai in Italia”.

Le ong hanno chiesto ai governi europei di assegnare alla nave una nuova bandiera o di intercedere presso le autorità panamensi.

“L’Europa non può permettersi il lusso di rinunciare ai suoi valori fondamentali”, ha sottolineato la vicepresidente internazionale diSos Mediterranée, Sophie Beau.

Da Bruxelles la Commissione europea ha allargato le braccia. “Simpatizziamo con le persone a bordo”, ma la decisione di Panama di togliere la bandiera all’Aquarius è’ una “questione di diritto internazionale, rispetto a cui la Commissione non ha competenza”, ha fatto notare la portavoce dell’esecutivo comunitario, Mina Andreeva.

Secondo quanto riferito dalle ong, “nel messaggio ricevuto dall’Autorità marittima di Panama si legge che ‘sfortunatamente è necessario che [l’Aquarius] sia esclusa dal nostro registro perché la sua permanenza implicherebbe un problema politico per il governo e per la flotta panamense in direzione dei porti europei'”.

“Questo messaggio è arrivato nonostante l’Aquarius abbia completato con successo tutte le procedure di registrazione, essendo conforme agli standard elevati previsti dai regolamenti marittimi di Panama”, rimarcano da Sos Mediterranée e Msf.

I leader europei sembrano non avere scrupoli nell’attuare tattiche sempre più offensive e crudeli che servono i propri interessi politici a scapito delle vite umane”, ha affermato Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf.

“Negli ultimi due anni, i leader europei hanno affermato che le persone non dovrebbero morire in mare, ma allo stesso tempo hanno perseguito politiche pericolose e male informate che hanno portato a nuovi minimi la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale e in Libia. Questa tragedia deve finire, ma ciò può accadere solo se i governi dell’UE permetteranno all’Aquarius e alle altre navi di ricerca e soccorso di continuare a fornire assistenza salva-vita e a testimoniare dove è così disperatamente necessario”.

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