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Bari, il racconto dell’agguato fascista: “Aggrediti con le mazze, ma la polizia ha caricato noi”
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Bari aggressione Casapound polizia

Bari, il racconto dell’agguato fascista: “Aggrediti con le mazze, ma la polizia ha caricato noi”

La testimonianza di Claudio Riccio, tra le persone coinvolte nell'aggressione

22 Set. 2018
Bari aggressione Casapound polizia

“C’erano persone con passeggini e bambini, ma nonostante questo i fascisti ci hanno aggredito con mazze e cinghie con la fibbia”. La polizia? “È arrivata soltanto dopo e, anziché prendersela con gli aggressori, ha caricato i manifestanti”.

A raccontarlo è Claudio Riccio, militante di Sinistra Italiana, coinvolto nell’agguato di Casapound a Bari contro i manifestanti che rientravano dal corteo contro Salvini.

“Dopo un grande corteo antirazzista, un corteo contro Salvini e le politiche di questo governo, in via Eritrea, dove c’è la sede di Casapound, c’era un folto gruppo di fascisti che attendeva i manifestanti che stava tornando a casa”, spiega Riccio in un video pubblicato sul suo profilo Facebook.

“C’erano persone con passeggini, mamme con bimbi piccoli. Questo gruppo ci si è avvicinato con mazze e cinghie con le fibbie e, nonostante noi dicessimo che c’erano dei bambini, siamo stati aggrediti: ci sono due persone ferite abbastanza gravemente, un po’ di noi che hanno preso mazzate”.

L’aggressione è avvenuta nella serata di venerdì 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà, al termine della manifestazione ‘BariNonSiLega’.

Il corteo era stato organizzato a poco più di una settimana dalla visita nel quartiere Libertà del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, leader della Lega.

Nel rione multietnico è stata avviata una petizione contro gli immigrati irregolari.

Il bilancio dell’agguato è di due persone ricoverate all’ospedale. Nell’aggressione è rimasto ferito alla testa anche l’assistente dell’eurodeputata, Antonio Perillo, trasportato in ospedale.

Da parte loro, invece, i militanti di Casapound forniscono una versione diversa, affermando di aver reagito a provocazioni e insulti.

Sull’aggressione ora indaga la Polizia di Stato.

Nel video Riccio, che alle elezioni politiche del 4 marzo era candidato alla Camera con la lista Liberi e Uguali, denuncia tuttavia una risposta a suo dire inadeguata da parte delle forze dell’ordine.

“La polizia è arrivata soltanto dopo e si è schierata a dividere i manifestanti dai fascisti, caricando i manifestanti e non gli aggressori: l’ennesima vergogna in questo Paese in cui i fascisti hanno mano libera di fare tutto in maniera impunita con sedi che seminano odio e violenza”.

“In questo quartiere il problema non sono certo gli immigrati ma sono i mafiosi e i fascisti. E spesso sono amici tra loro”, conclude Riccio.

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