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L’ex calciatore Thuram: “Se fossi italiano mi vergognerei di Salvini”. E il vicepremier risponde su Twitter
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Salvini Thuram

L’ex calciatore Thuram: “Se fossi italiano mi vergognerei di Salvini”. E il vicepremier risponde su Twitter

21 Set. 2018
Salvini Thuram

L’ex calciatore di Parma e Juventus, campione del Mondo con la Francia nel 1998, Lilian Thuram, ha concesso un’intervista a Famiglia Cristiana.

“Come mi troverei nell’Italia di Salvini? Ascolta, io nel 2002 giocavo in Italia quando Jean Marie Le Pen arrivò al ballottaggio contro Chirac nelle elezioni presidenziali francesi. Io allora mi vergognai di essere francese – le parole di Lilian, da anni in prima linea contro il razzismo e le discriminazioni -. Mi dissi: come si può arrivare a questo? Oggi, se fossi italiano, proverei lo stesso sentimento. Troverei vergognoso vedere il mio paese rappresentato da un tale personaggio”.

“Però non ci si deve fermare al sentimento della vergogna – ha poi aggiunto -. Bisogna riflettere e impegnarsi per far cambiare le cose in maniera positiva”.

Thuram, 46 anni, originario della Guadalupa, è stato uno dei più popolari calciatori francesi degli ultimi anni, straordinario difensore ammirato e rispettato su tutti i campi dove ha giocato. Dopo aver smesso di giocare, Thuram ha creato una Fondazione per educare contro il razzismo.

“Purtroppo mi invitano in tutte le parti del mondo. Dico purtroppo perché questo significa che ci sono tanti episodi di razzismo, perciò tante persone di buona volontà mi invitano a parlare contro le discriminazioni – le sue parole -. Fra pochi giorni parto per il Perù, perché evidentemente questi problemi non riguardano soltanto l’Europa, poi andrò in Svezia. I motivi di preoccupazione sono tanti”.

“Sono preoccupato prima di tutto perché, come è evidente, io sono un nero e so che il razzismo non è uno scherzo. Sono preoccupato perché il razzismo è sempre una violenza e tante persone di pelle bianca non si stanno rendendo conto quanto può essere pericolosa l’ascesa dell’estrema destra in Europa – ha proseguito -. Il primo atto del razzismo è dire che la presenza di certe persone non è legittima. È quello che oggi si dice nei confronti di tanti stranieri e il colore della pelle subito ti identifica come straniero”.

“Chiudere le frontiere? È la tentazione di dire: il mondo è nostro, soltanto di noi europei. È una tentazione pericolosa, come un mondo in cui i maschi dovessero comandare sulle donne e su tutti gli altri, decidendo anche per conto degli altri. Il razzismo nasce anche da queste chiusure, dalla volontà di non condividere le ricchezze del mondo. Sembra che l’immigrazione sia il problema maggiore dell’Europa, ma forse c’è tutto un sistema economico mondiale che va messo in discussione”.

Intervista che non è sfuggita al ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini che su Twitter ha condiviso l’articolo scrivendo: “Lussemburgo, Belgio e ora Francia… Ormai è ufficiale: anche nel resto d’Europa, è colpa di Salvini”.

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