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Torturata, ustionata e costretta a prostituirsi dai suoi vicini-aguzzini: la drammatica storia di Regina

La 28enne di Albano Laziale è stata ritrovata in casa ricoperta di lividi e ustioni, provocate da un ferro da stiro e un cucchiaio rovente

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Regina, la 28enne di Albano Laziale (Roma) torturata e costretta a prostituirsi dai vicini di casa

Regina ha 28 anni e vive ad Albano Laziale, alle porte di Roma. Gli agenti l’hanno trovata in casa piena di lividi e ricoperta di ustioni e tagli. A ridurla così sono stati i suoi vicini di casa, che l’hanno torturata per mesi.

Una volta accompagnata in ospedale, la donna dichiarerà che a conciarla in quel modo sono stati due cittadini di origine straniera, ma il racconto non convince gli inquirenti che decidono di andare a fondo.

A confermare la versione, però, di Regina è la vicina di casa della 28enne, Roberta. Il rapporto tra le due sembra essere davvero stretto, tanto che tra di loro si chiamano sister. La vicina di casa, davanti alle telecamere del programma di Rai3 Chi l’ha visto?, affermerà che Regina è stata aggredita e malmenata da due stranieri.

È dopo la morte della madre che la 28enne ha stretto amicizia con la vicina di casa del primo piano. Il rapporto sembra essere molto intenso anche con la madre di Roberta, che Regina chiama “zia Maria”. Nell’appartamento al primo piano spesso bazzica anche Alberto, il fidanzato di Roberta.

Ai microfoni di Federica Sciarelli, la vicina di casa si mostra preoccupata per le condizioni in cui è stata ridotta l’amica: “Quando la vedo, Regina sta conciata male, mi porta nove ciambelle, ma noi siamo in tre, c’è qualcosa che non mi convince e allora le dico: ‘ora mi dici che ti è successo e chi è stato'”, racconta Roberta.

Avanza anche delle ipotesi, la vicina di casa, secondo cui i mandanti di quel gesto sarebbero gli zii e la nonna materni, interessati ad impossessarsi dell’appartamento in cui Regina vive da sola da quando la madre è morta.

Appena due settimane dopo queste dichiarazioni, Roberta, “zia Maria” e il fidanzato Alberto finiscono in manette. L’accusa è quella di aver torturato per mesi Regina, procurandole pesanti ustioni con un ferro da stiro e con un cucchiaio rovente, costringendola inoltre a prostituirsi.

Gli investigatori sostengono che la relazione fra le due ragazze “era mirata a portare la giovane a vivere, gradualmente nel tempo, una situazione dolorosa e avvilente, di sottomissione fisica e mentale. Il ruolo dell’uomo, subentrato nella vicenda circa due mesi fa, avrebbe determinato l’escalation dei comportamenti violenti e vessatori, caratterizzati da sopraffazione sistematica, sofferenza, privazione, umiliazione e disagio continuo della vittima”.

La 28enne alla fine decide di parlare e rivela le torture subite. La prostituzione, ma non solo: anche l’umiliazione continua e la costrizione a mangiare per ingrassare. “Quando non arrivavo a guadagnare 800 euro al mese, Alberto mi picchiava. A Roberta e a zia Maria dispiaceva. ma mi dicevano che erano dei riti e che dovevo resistere”.

Tutte le mattine, infatti, Regina era costretta a comprare almeno sei ciambelle, cornetti, panini, cibi grassi che la donna era obbligata a ingurgitare. Ma non solo: Regina è costretta anche ad assumere dei farmaci proprio per ingrassare.

“Se non mangiavo mi picchiavano, se non portavo i soldi mi picchiavano”, dice. La situazione diventava sempre più drammatica. Un cittadino di origini egiziane aveva concordato una prestazione sessuale con la ragazza, ma dopo averla vista in quelle condizioni, era andato via.

Nonostante in quell’occasione non avesse guadagnato nulla, decide comunque di andare dai vicini aguzzini: “Alberto mi chiede se ho portato tutti i soldi, io gli dico di no, perché ridotta così i clienti non vengono. Mi mette due stracci bocca per non far sentire le grida, mi ha trascina nello sgabuzzino, zia Maria vede il ferro da stiro e mi dice di tenere duro. Alberto mi tira con forza, mi porta nello sgabuzzino e chiude la porta, mi tira giù i pantaloni e mi brucia, faccio pipì per paura”.

Per una notte intera la 28enne ha cercato clienti, senza riuscirci. La mattina, alle 5, l’aguzzino le chiede di andare a comprare nove ciambelle. La costringe a mangiarle tutte davanti ai tre vicini, ma lei non ce la fa, vomita. A quel punto Alberto prende un coltello e la colpisce sulla gamba. Poi la ustiona con un cucchiaio rovente.

Torna a casa ridotta uno straccio, Regina. Senza nemmeno la forza di camminare, gonfia di botte e piena di ustioni. Gli agenti la trovano in queste condizioni e la accompagnano in ospedale.