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Milano, insultato e picchiato perché gay, si sfoga sui social: “Il razzismo dei politici ci infetta”

Samuele ha deciso di rendere pubblico l'episodio: "Io so di non essere solo, so che si può e si deve combattere l’omofobia. L’Italia può essere migliore"

Immagine di copertina
Samuele Vegna. Foto Facebook

“Mi guarda e mi dice ‘frocio di me.r.da cosa vuoi’ e continua ad insultarmi, sputandomi più volte addosso davanti a tutti, in pieno centro a Milano. Nessuno fa nulla, nessuno reagisce”.

È un passaggio del lungo post scritto da Samuele Vegna, un ragazzo di 22 anni vittima di un’aggressione omofoba a Milano.

Samuele si è sfogato con un messaggio pubblico, raccontando il terribile episodio che lo ha visto protagonista: insulti che si sono poi tramutati in percosse.

“Decido di andarmene, per evitare altri problemi; lui, non contento, mi segue, dicendomi ‘ti seguo fino a casa sai!’ Io gli rispondo ‘guarda, io sto solo andando a lezione, tu cosa diavolo vuoi da me?’. A questo punto mi sbatte a terra, tirandomi due pugni in faccia e poi un calcio su un fianco”.

“Il risultato fisico di tutto questo è come potete vedere, una faccia gonfia perché c’è una frattura scomposta della mascella per la quale dovrò essere operato e mi sarà messa una piastra di titanio che ci rimarrà per il resto della mia vita, oltre alle numerose ferite sulle ginocchia e a un grosso livido sul fianco sinistro”.

“Il risultato – prosegue Samuele – è la paura che se sei omosessuale, se hai capelli tinti argento e una voce come la mia dalla quale capiscono tutto, hai paura di venir picchiato da chiunque ormai dopo un fatto del genere, se esprimi te stesso o se dici un semplice “guarda dove vai”.

Il ragazzo ha poi spiegato perché ha deciso di rendere pubblico l’episodio: “Ho riflettuto e penso che il mondo debba sapere. Io so di non essere solo, so che si può e si deve combattere l’omofobia. L’Italia può essere migliore”.

“Il populismo con cui veniamo infettati ogni giorno da parte di certi politici che predicano razzismo e valori che esistono solo per loro, per fini di sola propaganda, non ci appartiene. L’odio non ci appartiene”.

Il post di Samuele è diventato subito virale, con migliaia di condivisioni. L’Arcigay Milano si è dichiarata pronta ad assisterlo legalmente qualora si riuscisse a identificare l’aggressore.