Me

È uscita la versione del Monopoli con i personaggi di Friends

In questa edizione del gioco, a ogni proprietà è stato dato un riferimento alla sitcom e invece di passare attraverso la prigione, sei invitato a fermarti per un caffè all'indimenticabile Central Perk

Immagine di copertina

Gli appassionati di giochi da tavolo e di sitcom degli anni ’90 possono gioire.

Per la prima volta in assoluto, è possibile mettere le mani sull’edizione del gioco dedicata a Friends, per gentile concessione del rivenditore inglese  The Works. Come un vero e proprio oggetto nostalgico, il gioco è riprodotto esattamente come nella prima versione tradizionale, con alcuni colpi di scena e sottili modifiche qua e là.

In questa edizione del gioco classico, a ogni proprietà è stato dato un riferimento ai luoghi della sitcom e invece di passare attraverso la prigione, l’invito è quello di fermarsi per un caffè all’indimenticabile Central Perk.

serie friends monopoly

I giocatori possono scegliere tra otto pedine che rappresentano tutti i  personaggi di Friends – il gettone di Rachel è una borsetta, quello di Ross è un dinosauro, al posto di Chandler c’è un maglione, la pedina di Phoebe è chitarra acustica, quella di Monica cappello da cuoco e al posto di Joey, ovviamente , c’è una scatola di pizza.

Prima di precipitarsi online per acquistarlo, c’è solo un piccolo ostacolo: il gioco attualmente è venduto solo nel Regno Unito, per ora senza possibilità di spedizione internazionale. Ma se si abita in Inghilterra, Scozia, Galles o Irlanda del Nord si può ottenere il gioco a 29,99 sterline (circa 34 euro).

Altrimenti, bisognerà accontentarsi di rivedere tutte e dieci le stagioni su Netflix.

Da gennaio 2018 Netflix ha infatti deciso di aggiungerla alla sua libreria anche nel Regno Unito, mentre in Italia era disponibile già dal 2016. Da allora in tantissimi, anche tra i più giovani, hanno deciso di guardarla per la prima volta.

Ma a chiunque, che siano ormai adulti nostalgici o nuovi appassionati, sarà ormai noto Matthew Perry, il quarantasettenne attore canadese-americano che nella serie interpretava il sarcastico Chandler Bing.

Ospite lo scorso marzo 2017 del conduttore americano Jimmy Kimmel nel suo programma televisivo, Perry ha sorpreso gli spettatori raccontando un episodio della sua infanzia, passata a Ottawa, in Canada, dove sua madre svolgeva il ruolo di addetta stampa per l’allora premier Pierre Trudeau.

Perry ha raccontato di come Justin Trudeau, presidente canadese, frequentasse la sua stessa scuola alle elementari, benché di poco più piccolo (Perry è del 1969, Trudeau del ’71), e di come fosse molto portato per lo sport.

Proprio per la gelosia provata nei suoi confronti, Perry e un suo amico della quinta elementare lo picchiarono, nonostante l’episodio oggi non lo renda molto fiero di sé.

“Non mi sto vantando, è terribile! Ero un ragazzino stupido, non volevo picchiarlo”, ha detto l’attore.

Le accuse di sessismo a Friends

Come detto, a gennaio 2018 Netflix ha deciso di aggiungerla alla sua libreria anche nel Regno Unito, mentre in Italia era disponibile già dal 2016. Da allora in tantissimi, specie tra i più giovani, hanno deciso di guardarla per la prima volta, e non tutti condividono il fervente amore dei fan storici.

Secondo molto utenti, la serie cult non supererebbe la prova del tempo. Molte scene funzionano grazie a battute sessiste, omofobe o offensive che – semplicemente – non sono più accettabili dal pubblico di oggi.

A questo punto bisogna chiarire un paio di cose. Ogni opera va contestualizzata: se è vero che alcune battute potrebbero stonare in una serie contemporanea, è anche vero che su altri aspetti Friends è innovativa, e affronta alcune tematiche con una coraggiosa leggerezza sconosciuta a molte serie contemporanee.

Campagna regione lazio

Ad esempio nella puntata The one with the embryos, uscita nel 1998, Phoebe porta in grembo i figli del fratellastro, a cui presta l’utero in maternità surrogata.

Inoltre la relazione tra Monica e Richard, nonostante il ventennio di distanza tra i due, viene affrontata esattamente per quello che è: una storia d’amore tra due adulti consenzienti, che finisce solo perché vogliono cose diverse.

Un articolo di Metro smonta le principali critiche sorte in rete, analizzando il modo in cui vengono sviluppate nella serie le vicende “problematiche”. Ecco cosa dice:

  • Joey, il casanova italo-americano, è decisamente irrispettoso nei confronti delle donne. Questo comportamento viene però sempre criticato dai suoi amici e, non a caso, è l’unico a restare solo alla fine delle 10 stagioni. L’atteggiamento problematico c’è, ma non viene esaltato.
    (La stessa dinamica è stata infatti ripresa in molte serie più moderne, basti pensare a Barney Stinson di How I Met Your Mother o Schimdt di New Girl).
  • Ross è spesso sessista e omofobo, come quando non riesce a tollerare che il babysitter di Emma sia appunto un (e non una) babysitter, mentre Chandler vive nel terrore che gli altri pensino che sia gay. In tutte queste circostanze però il suo timore non nasce da sentimenti omofobi, ma solo dalla paura che questa percezione possa ulteriormente compromettere le sue già scarse possibilità con le donne. Sull’altro piatto della bilancia ci sono, comunque, molti altri elementi di palese supporto alla comunità LGBTQ+ (era piuttosto rivoluzionario per una serie degli anni ’90 mostrare un padre transessuale e il matrimonio tra due donne)
  • Monica viene spesso presa in giro per il suo peso di quando era giovane. L’ironia dei commenti, certamente superficiali, nasce però principalmente dalla differenza tra il suo peso presente e il suo peso passato. A dimostrazione di ciò, nella puntata The One That Could Have Been, la Monica dell’universo parallelo non è mai dimagrita, ma Chandler si innamora ugualmente di lei, mostrando come la sua forma fisica non abbia in realtà alcuna importanza nella loro relazione.

Tutti i protagonisti comunque non vengono mai presentati come modelli, ma solo come – appunto – amici, con i loro pregi e difetti. Insomma, benvenuti nel mondo reale: fa schifo, e ve ne innamorerete.