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In Italia è arrivato Nextdoor, il social network dei vicini di casa

La versione beta contava già trentamila utenti, ma arriva finalmente la quella ufficiale

Immagine di copertina
Arriva il social network dei vicini di casa. Credit: Getty Images

Arriva ufficialmente in Italia Nextdoor, il social network di quartiere più famoso del mondo, ma profondamente diverso da tutti gli altri. nextdoor social network vicini di casa

Questo perché, al contrario di Facebook o Instagram, l’idea alla base della rete non è quella di allargare quanto più possibile il numero di amici o guardare all’altra parte del mondo attraverso foto di posti lontani. No, Nextdoor guarda – letteralmente – al vicino di casa.

L’app nasce, infatti, per creare piccole comunità, larghe appena quanto il quartiere in cui viviamo. L’idea è quella di riportare su una piattaforma online la rete di vicini, per creare una collettività ristretta e protetta che ci permetta di comunicare con gli altri abitanti del quartiere in tutta sicurezza.

E così sul social i vicini possono aggregarsi, unirsi e scambiarsi informazioni. La particolarità è, però, che nessuno fuori da quest’area può leggere, commentare o condividere i nostri contenuti “pubblici”.

Come funziona

Innanzitutto, dopo aver scaricato l’app, sarà necessario confermare il proprio indirizzo associando un numero di telefono alla via di casa. L’alternativa è quella di richiedere online una cartolina che arrivi direttamente a casa nostra con il codice d’accesso.

Insomma, la comunanza territoriale diventa elemento di contatto che unisce. Nextdoor in quest’ottica si fa strumento di solidarietà e aiuto nella comunità.

È una specie di Facebook a numero chiuso, Nextdoor. Sul nostro dispositivo si rpesenterà come una bacheca in cui scorrono notizie, in una sorta di enorme chat di WhatsApp in cui è possibile scambiarsi informazioni con gli altri utenti, i “vicini”.

Insomma, si scriverà sulla chat di Nextdoor se il gatto scapperà di casa o se servirà il numero dell’idraulico. Ma il social network funge anche da presidio di sicurezza (e di civiltà): infatti sul gruppo di frequente ci si scambia segnalazioni in merito a presenze sospette nel quartiere o alla pulizia più o meno buona degli spazi pubblici.

E, perché no, Nextdoor diventa anche l’occasione per connettersi con chi abita a un passo da noi, ma che non abbiamo mai conosciuto. In fondo, rimane pur sempre un social network.

In Europa, Nextdoor sbarca nel 2016. Prima era arrivato nei Paesi Bassi, in Francia, nel Regno Unito e in Germania. Non è solo e banalmente un social network geolocalizzato – come d’altronde lo sono anche gli altri – ma punta a prediligere logiche diverse, che partono dall’appartenenza territoriale.

La “pertinenza” territoriale è tutto. Possiamo entrare nelle discussioni che riguardano il nostro quartiere, ma il cancello sarà chiuso per i quadranti confinanti.

Nextdoor contava già trentamila utenti iscritti alla versione beta (quella di prova), ma ora approda ufficialemente in Italia e promette di diventare uno dei social network più amati e, sicuramente, tra i più utili.