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Il virologo Burioni al centro di una polemica per un post sulle donne “brutte”
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roberto burioni donne

Il virologo Burioni al centro di una polemica per un post sulle donne “brutte”

Tramite un tweet il biologo ha provato a spiegare il suo personalissimo concetto di donna "sgradevole" con parole che non sono piaciute agli utenti del web

18 Set. 2018
roberto burioni donne

Quando in giro vedo una donna brutta la guardo sempre con attenzione. Nel 99,9 per cento dei casi mi rendo conto che se si curasse, se dimagrisse e via dicendo non diventerebbe bella, ma certo di aspetto non sgradevole. Una volta che si è non sgradevoli la partita è aperta. Fidatevi”.

Il virologo e docente universitario Roberto Burioni probabilmente non credeva di finire al centro di un enorme polverone quando ha commentato con un tweet un articolo di Vanity Fair, dove il biologo ha provato a spiegare il suo personalissimo concetto di donna “sgradevole” parole che non sono piaciute agli utenti del web.

Decine e decine di commenti fra l’ironico e l’indignato, che hanno portato lo scienziato prima a cancellare le frasi finite sotto accusa e poi, in un tweet successivo, a ri-condividerle insieme a qualche spiegazione dal tono decisamente piccato.

Colpito dalle tante critiche, il medico ha quindi deciso di replicare alle accuse: “Una ragazza – twitta Burioni – scrive a Ester Viola lamentandosi perché le brutte non trovano l’amore. Io le rispondo dicendo che le brutte (e i brutti) sostanzialmente non esistono. Parte un casino che mi insegna 1) a parlare solo di vaccini 2) a non temere solo gli antivaccinisti”.

Il suo tentativo di venir fuori dalla tempesta ha scatenato solo un’ulteriore ondata di commenti negativi. Non sono però mancati anche i commenti a difesa del virologo che alla fine ha deciso di arrendersi e cancellare il tweet.

“L’ho cancellato, credevo che non offendesse nessuno e purtroppo mi sono accorto che non è così. Capita a chi non è pratico come me, conosco i virus ma meno i social. Mi scuso con chiunque possa essersi sentito offeso”.

roberto burioni donne

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