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Migrante picchiato a sangue da tre giovani, nessuno lo ha aiutato

La vittima del pestaggio è Salife, un giovane gambiano di 21 anni della comunità di Pizza Armerina

Immagine di copertina
Salife nella foto ha 21 anni e viene dal Gambia

Nel giorno della visita di Papa Francesco alle diocesi in Piazza Armerina e di Palermo un migrante è stato picchiato a sangue da tre giovani. migrante picchiato Piazza Armerina

La vittima del pestaggio è Salife, un giovane gambiano di 21 anni della comunità di Pizza Armerina. L’aggressione è stata denunciata dall’associazione Don Bosco 2000 che si occupa della formazione e dell’integrazione degli stranieri.

Salife è stato picchiato, gli hanno rotto i denti è stato preso a calci e pugni e gli è stato anche sottratto il cellulare che aveva con lui.

Il giovane gambiano era entrato nelle villa comunale dove erano stati allestiti degli stand in occasione della visita di Francesco.

In tre lo hanno aggredito e gli hanno rubato il cellulare. Gli operatori del centro, la mediatrice Edit Onome e la Coordinatrice Samantha Barresi hanno passato la notte con il ragazzo tra il pronto soccorso e la questura per denunciare l’aggressione alla polizia.

“Altre volte insulti e furti ai migranti ma tutto passa nell’indifferenza”, dicono dallo Sprar.

Salife ha raccontato: “Uno mi ha afferrato e mi ha spinto a terra, poi sono arrivati gli altri due e tutti insieme mi hanno preso a pugni e a calci”.

Al pronto soccorso la prognosi è di dieci giorni: Salife ha due denti rotti, le labbra spaccate, tumefazioni sul volto e sul corpo, forti dolori all’addome ma nessuna frattura.

“È tutto talmente paradossale, è stata una giornata bellissima, chiuderla con un gesto del genere ci fa moto riflettere e ci addolora – ha commentato Samanta Barresi, coordinatrice dello Sprar – in questa città c’è una componente giovanile, che soffre la disoccupazione e il degrado culturale, che se la prende con i migranti”.

“Furti, insulti, aggressioni verbali solo perché vanno in giro vestiti puliti e hanno un cellulare. Molti – ha aggiunto Barresi – pensano che siccome sono neri non dovrebbero averlo. Noi abbiamo sempre denunciato, ma ogni episodio passa nell’indifferenza generale e senza identificare i responsabili”.