Me

Tredicenne arrestato per aver soffocato i fratellini: “È stato Dio a dirmi di farlo”

Interrogato dai giudici, il ragazzo si è giustificato dicendo che non voleva che anche loro "vivessero all'inferno" e che era stato Dio a dirgli di ucciderli

Immagine di copertina
Credit: Facebook

Un ragazzo di 13 anni dell’Indiana, negli Stati Uniti, è stato arrestato per aver ucciso i due fratellini più piccoli, secondo quanto riportato dalle autorità locali.

Il ragazzo si trova adesso in un centro di detenzione per minori.

Le vittime sono una bambina di 23 mesi, di nome Desiree, morta a maggio del 2018, e il fratellastro di 11 mesi, Nathaniel Ritz, deceduto tre mesi più tardi, secondo quanto dichiarato dalle autorità di Ripley County, nello Stato dell’Indiana.

La madre del 13enne, nonostante le accuse, ha preso le difese del figlio. “Non è il mostro che le persone pensano”, ha detto la donna. “È il peggior incubo di una madre avere una famiglia così bella e poi scoprire che non è così”.

L’adolescente si è invece giustificato con gli investigatori affermando di aver ucciso i bambini perché non voleva che vivessero “all’inferno”. I magistrati hanno detto di non aver compreso il significato delle parole del ragazzo.

“Ho avuto una conversazione con Dio su di loro, ma non poteva parlarne perché aveva promesso a Dio che non lo avrei detto a nessuno”, ha continuato il ragazzo.

In un secondo interrogatorio, il 13enne ha detto di aver salvato “Desiree e Nathaniel dall’inferno e dalle catene di fuoco” e che “non voleva che vivessero nell’inferno”.

Alla domanda su che cosa fosse questo “inferno”, il ragazzo ha risposto facendo riferimento alle “faccende domestiche”, ossia l’elenco dei compiti che doveva svolgere quotidianamente in casa.

Il procuratore della contea di Ripley, Richard Hertel, ha confermato a Fox News che l’adolescente è stato arrestato con l’accusa di omicidio: il ragazzo ha anche confessato agli inquirenti di aver utilizzato un asciugamano per soffocare la sorella e una coperta per uccidere il fratellastro.

Il giudice adesso deve stabilire se il ragazzo potrà o meno sostenere il processo sulla base delle sue condizioni mentali e ha per questo chiesto una perizia psichiatrica.

La testimonianza resa dalla nonna del ragazzo conferma le parole dette dall’adolescente ai giudici. Il nipote infatti ha detto anche a lei di aver ucciso i fratelli perché “non voleva che fossero trattati come lui”.

Il pubblico ministero ha aggiunto che poco prima della morte di uccidere la sorella, il ragazzo ha anche stretto un gattino così forte da ucciderlo, dicendo ai parenti che l’animale lo aveva graffiato.