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Francia, Macron annuncia il “reddito universale” per sconfiggere la povertà
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reddito universale francia
Credit: Getty Images

Francia, Macron annuncia il “reddito universale” per sconfiggere la povertà

La misura entrerà in vigore nel 2020: piano da 8 miliardi di euro in quattro anni per aiutare le famiglie bisognose e contrastare la disoccupazione, in particolare quella giovanile

14 Set. 2018
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Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato giovedì 13 settembre 2018 l’introduzione entro il 2020 di un reddito universale per “garantire una soglia minima di dignità a tutti”.

La misura fa parte di un più ampio  Piano anti povertà che prevede lo stanziamento di 8 miliardi di euro nei prossimi 4 anni.

“La Repubblica è fatta di lotte impossibili, ma ogni volta le abbiamo raccolte. In una sola generazione possiamo sradicare la grande povertà nel nostro Paese. È un’ambizione estrema che ci dobbiamo assumere con molta umiltà, tirando le somme dei nostri errori, io per primo. Non lo avrei detto qualche mese fa. Ma se non è la Francia a portare avanti questa lotta, nessuno lo farà. Quindi la porteremo avanti”, ha dichiarato Macron.

In Francia 9 milioni di persone, pari al 14 per cento della popolazione, vivono sotto la soglia di povertà.

Infanzia, occupazione, sussidi sociali e alloggio sono i punti centrali del programma sociale, che si focalizza su bambini e adolescenti.

Tra gli interventi previsti, ci sono: scuola obbligatoria a partire dai 3 anni, accesso facilitato all’asilo nido pubblico, aumento degli aiuti del 30 per cento per le famiglie monoparentali e più bisognose, raddoppio delle classi materne e delle elementari nelle zone di educazione prioritaria, colazione offerta dal governo nelle scuole primarie ai bambini delle fasce sociali meno abbienti, mentre il tariffario della mensa scolastica verrà rimodulato in funzione del reddito familiare.

La ministra della Solidarietà sociale, Agnès Buzyn, ha confermato la creazione di 30mila posti nei nidi, un piano di formazione per 600mila operatori dell’infanzia e un programma specifico di apprendimento della lingua francese.

Il secondo pilastro del Piano povertà prevede di accompagnare i giovani dopo i 18 anni e i beneficiari del reddito di cittadinanza attiva, già in vigore, nel periodo di ricerca di un lavoro: questo attraverso la proroga degli aiuti sociali fino ai 21 anni e con un sostegno nella ricerca di un alloggio e di una formazione.

La scuola sarà obbligatoria fino ai 18 anni, a fronte dei 16 attuali, e massima attenzione sarà rivolta agli studenti che escono del sistema scolastico senza un diploma in tasca. In 500mila avranno accesso al programma ‘garanzia giovani’ (durante la presidenza Hollande erano 100mila), che prevede assistenza nella formazione e nella ricerca di un posto di lavoro rivolta a coloro che hanno tra 18 e 25 anni.

L’Eliseo punta inoltre alla creazione di 100mila ulteriori posti per chi si inserisce nel mondo del lavoro e al potenziamento degli strumenti a disposizione per facilitare il reinserimento dei disoccupati.

Infine verrà semplificato il sistema degli aiuti sociali, anche per facilitare le procedure burocratiche da parte dei cittadini, potenziando la digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Accantonata per ora la possibilità di versare un sussidio cumulativo e unico ai francesi, il piano stabilisce la fusione tra la copertura sanitaria universale, per persone con redditi inferiori a 700 euro, e un altro tipo di aiuto per quelle che ne percepiscono meno di 900.