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Di Battista a Otto e Mezzo: “Lega renda il maltolto fino all’ultimo centesimo”. Salvini: “Robe interne al M5s, vado avanti”
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di battista salvini

Di Battista a Otto e Mezzo: “Lega renda il maltolto fino all’ultimo centesimo”. Salvini: “Robe interne al M5s, vado avanti”

"Penso che Salvini sia pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa. Lo fanno perché M5s fa molta più paura. Perché contano i risultati, Salvini fa propaganda": cosa ha detto Di Battista intervistato da Lilli Gruber a Otto e Mezzo

11 Set. 2018
di battista salvini

Alessandro Di Battista torna in tv dopo una lunga assenza e torna a far discutere. In diretta dal Guatemala nel programma di La 7 Otto e mezzo, attacca Matteo Salvini sulla sentenza che condanna la Lega a restituire 49 milioni di fondi pubblici.

“Rendano il maltolto fino all’ultimo centesimo. Non c’è nessuna sentenza politica, ma quando mai?”, ha detto senza mezze misure il grillino. (Qui un riassunto sulla vicenda del sequestro dei fondi della Lega)

“Se fossi un militante della lega chiederei la restituzione di ogni singolo centesimo perché sono soldi miei. Le sentenze si rispettano, punto”. ha continuato.

“Lo dico con maggiore veemenza di Di Maio perché ho un carattere diverso ma siamo in piena sintonia”, aggiunge Alessandro Di Battista.

Le parole di Di Battista, in Guatemala non sono gentili: “Penso che Salvini sia pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa. Lo fanno perché M5s fa molta più paura. Perché contano i risultati, Salvini fa propaganda”.

E difendendo il M5s dalle accuse di chi lo accusa di subalternità alla Lega dice: “Fa comodo a qualcuno descrivere M5s come quattro sfigatelli che si fanno dettare l’agenda da Salvini ma non è così. Ora che non ci possono ignorare perché siamo al governo ci descrivono come subalterni ma non è così. Il Movimento la conosce la sua strada, intransigenza, barra dritta, etica: è quello che abbiamo sempre fatto. Non credo nei sondaggi. Non devo difendere il governo per forza. Lo sostengo perché ritengo che solo così sarà possibile difendere alcuni diritti. Il M5s sta portando avanti in tanti risultati e deve continuare a farlo. Mi auguro che il Movimento vada avanti con durezza ed estremo rigore perché alla fine contano i risultati.

Divergenze anche tra Di Battista e Di Maio, in particolare sulla questione nazionalizzazione e ddl anticorruzione, battaglie che se abbandonate significherebbero uno “sputtanarsi” per i Cinque Stelle.

Di Battista non ci sta sulla frenata dei soci di governo sulla legge anti-corrotti: “È arrivata a Salvini una telefonata dal San Raffaele perché a Berlusconi era salita la pressione. Ma se stoppa il ddl si sputtana. E anche sulla nazionalizzazione di Autostrade: non ascolti Giorgetti”, dice l’ex deputato.

Non mancano però le parole di sostegno al compagno di partito, sostenuto invece sul fronte Ilva e sulla posizione in tema migranti.

Non si sono fatte attendere le repliche della Lega dopo l’accesa intervista: secondo la Lega, le parole del grillino dal Guatemala hanno l’obiettivo di colpire Di Maio, attaccando Salvini.

“Di Battista parla come Renzi e Saviano. Attacca Salvini per colpire Di Maio”, sostiene il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. Obiettivo di Di Battista sarebbe preparare il terreno a una nuova maggioranza di governo tra M5s e Pd? Molti esponenti della Lega sostengono questa posizione.

Il leader Salvini invece, con il suo solito atteggiamento di superiorità minimizza gli affondi nei suoi confronti etichettandoli come “robe interne ai Cinque Stelle”. “Io tiro dritto, la gente mi da forza. Se qualcuno pensa di intimorirmi o invitarmi a fermarmi o dimettermi ha proprio sbagliato”, dice il leader leghista.

“Peccato che non sia in Parlamento, fosse in Parlamento e fosse ministro come Luigi Di Maio, con cui lavoro benissimo, probabilmente Di Battista avrebbe tanto tempo per lavorare e meno tempo per parlare”, continua Salvini.

E tornando sulla questione dei fondi della Lega, il vicepremier Salvini specifica: “Macché rateizzazione, non posso rateizzare quello che non ho”.

Alessandro Di Battista è stato ospite della prima puntata della nuova stagione del programma tv Otto e Mezzo, condotto da Lilli Gruber, in onda su La7.

Di Battista, che non si era candidato alle politiche di marzo, era partito a giugno con la sua famiglia per un lungo viaggio nel continente americano, è stato intervistato da Gruber in collegamento con il Guatemala.

Durante questi mesi l’ex deputato ha continuato a seguire dall’estero le vicende della politica italiana e non ha mancato di dire la sua su alcuni temi, come la questione migranti o la Tav.

Di Battista, tuttavia, nel corso dell’estate è intervenuto solo tramite i suoi profili social e non ha mai concesso un’intervista televisiva.

Insieme al vicepremier Luigi Di Maio e al presidente della Camera Roberto Fico, l’ex deputato è uno dei nomi di punta del Movimento Cinque Stelle.

Secondo Lilli Gruber, “nel gruppo dirigente del M5S c’è una sorta di divisione dei compiti”.

“Di Maio, Di Battista e Fico sono diversi ma in qualche modo complementari. Non penso che si divideranno. Anche perché il potere è un ottimo collante”, ha osservato la giornalista intervistata dal Corriere della Sera.

Nell’intervista Gruber ha anche detto di puntare ad avere ospite nel suo programma il premier Giuseppe Conte, ma con scarse possibilità di successo, almeno per ora.

“Conte non va in tv. Gli faccio la corte da mesi. In una fase in cui la politica è stata trasformata in comunicazione, il premier è cauto e parco di parole. Forse nel rumore generale è quello che ci vuole”, ha osservato la conduttrice.

Gruber ha poi risposto alle critiche secondo cui La7 avrebbe “tirato la volata ai populisti”.

“Mi sembra un’accusa infondata, soprattutto se rivolta a una sola rete e non invece, come sarebbe più equo, all’intero sistema dei media dove la cosiddetta antipolitica, madre di tutti i populismi, ha trovato ampia rappresentanza”, ha affermato.

“Ma la resa al populismo è un fenomeno che chiama in causa la politica, la cultura, le cosiddette élite, i corpi intermedi. Di fronte alla crisi si sono cercati dei capri espiatori. Si è pensato davvero che bastasse un ‘vaffa’. Adesso comincia a essere chiaro che non bastava”.

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