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“I miei aggressori gonfiati come ‘le prugne’ sia dagli sbirri che da quelli dentro”: le intercettazioni di Niccolò Bettarini

La telefonata risale al 7 luglio scorso. Sei giorni prima, il giovane era stato aggredito davanti alla discoteca 'Old Fashion' di Milano

Immagine di copertina

“C’e’ uno dell’Inter che vuole parlare con me e sapere chi è stato ad aggredirmi”. Niccolò Bettarini intercettazioni

Sono le parole di Niccolò Bettarini intercettate dalla polizia durante una telefonata con un amico, che il primo luglio scorso è stato ferito con 9 coltellate intorno alle cinque di mattina.

Il ragazzo racconta a un amico di avere ricevuto in ospedale la visita dei capi della curva dell’Inter che gli hanno detto che a San Vittore – il carcere di Milano – hanno fatto “picchiare i suoi aggressori, li hanno fatti gonfiare come ‘le prugne’ sia dagli sbirri che quelli dentro”.

La telefonata risale al 7 luglio 2018. Sei giorni prima, il giovane era stato aggredito davanti alla discoteca ‘Old Fashion’ di Milano.

La vicenda

Niccolò Bettarini è stato ferito con 9 coltellate intorno alle 5 di domenica mattina.

Niccolò si trovava all’uscita della discoteca milanese quando è intervenuto per sedare una lite in cui era coinvolto un suo amico, finendo però per essere ferito lui stesso.

Il ragazzo è stato soccorso e ricoverato in codice rosso all’ospedale Niguarda, dove è stato operato.

Gli agenti della squadra mobile e dalla volante della questura di Milano hanno interrogato gli amici di Niccolò presenti con lui al momento dell’aggressione.

Alcuni di loro hanno dichiarato che gli aggressori “erano degli animali”. Niccolò Bettarini intercettazioni

I motivi della lite risalirebbero a un episodio di 3 settimane fa, secondo quanto riportato dal Corriere.

“Un maggiore del guardia di finanza si trovava all’Old Fashion e ha avuto un diverbio con un gruppo di ragazzi. Sabato sera si sono ritrovati al locale e il gruppetto di ragazzi si è avvicinato al militare iniziando la lite dandogli degli schiaffi”.

Come riporta il Corriere della Sera, il pm che sta indagando sull’accoltellamento di Niccolò Bettarini ritiene che il motivo dell’aggressione sia legato alla notorietà del ragazzo, al fatto che sia figlio dell’ex calciatore Stefano Bettarini e di Simona Ventura.

“Ti abbiamo riconosciuto, sei il figlio di Bettarini, ti ammazziamo”. Sarebbe stata questa la frase pronunciata da uno dei quattro aggressori.

Al momento sono in stato di fermo quattro persone: Andi A, 29 anni, Albano J, 24 anni, Davide C., 29 anni, Alessandro F., 24 anni. Quest’ultimo gestisce un bar frequentato anche da militanti di estrema destra.