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L’appello dei presidi sui vaccini: impedire l’ingresso ai bambini non vaccinati

Secondo il presidente dell'Associazione presidi c'è un "rischio di insicurezza per la salute", soprattutto per quei 10mila bambini che non possono vaccinarsi

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Con l’inizio del nuovo anno scolastico ritorna in auge il dibattito sull’obbligo vaccinale e sulla possibilità di escludere dalla frequenza scolastica i bambini non vaccinati o di creare delle classi speciali per gli immunodepressi.

“Va ritirato l’emendamento che rinvia l’applicazione dell’esclusione della frequenza per i bambini non vaccinati”, ha affermato in audizione alla Camera il presidente dell’Associazione presidi, Antonello Giannelli.

“Se passa, abbiamo per questo anno scolastico un rischio di insicurezza per la salute”.

“Ci sono 10mila bambini che non possono vaccinarsi per varie ragioni”, continua il presidente Giannelli.

“Assegnare questi bambini a classi particolari non è possibile sia dal punto di vista organizzativo sia perché significa una forma di segregazione che ripugna”.

Uno dei problemi che si presentano a pochi giorni dall’apertura del nuovo anno scolastico riguarda lo scontro tra la legge Lorenzin e la circolare ministeriale.

Mentre la prima stabilisce che “i bimbi per poter accedere a nidi e scuole dell’infanzia devono portare la certificazione dei vaccini fatti”, la seconda prevede che è “sufficiente l’autocertificazione”.

“Questo crea una situazione di grande confusione all’avvio dell’anno scolastico”, ha affermato all’agenzia stampa Ansa Mario Rusconi, il presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio.

Questa situazione, cha continuato Rusconi, crea ”molti problemi alle scuole in quanto si attribuiscono enormi responsabilità, che si sarebbero potute evitare, ai dirigenti scolastici. Che, paradossalmente rischiano denunce sia se il bambino viene ammesso a scuola solo con l’autocertificazione sia se non viene ammesso”.

Duro anche il commento del presidente della Federazione nazionale medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo).

Parlando davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali e bilancio della Camera in relazione all’articolo 6 del Milleproroghe la cui approvazione dilazionerà di un anno l’applicazione della legge sui vaccini.

“I medici considerano non giustificabile il rinvio dell’obbligo di presentare la certificazione della vaccinazione per l’iscrizione all’anno scolastico 2018-2019”.

“Per noi medici i vaccini sono uno strumento fondamentale di tutela della salute pubblica”, ha spiegato.

“L’eliminazione dell’obbligo potrebbe essere interpretata come un atteggiamento antiscientifico e auspichiamo un’offerta vaccinale attiva, in cui siano escluse tutte le possibili barriere sia organizzative sia economiche alla vaccinazione”.

A sostegno delle sue parole, Anelli ha anche consegnato un documento approvato dalla Federazione nel 2016 in cui si auspicava l’introduzione dell’obbligo vaccinale.

“Questo documento – ha spiegato – mantiene tutta la sua validità e la sua attualità”. “Lo proponiamo nuovamente, integrandolo con alcune osservazioni relative all’attuale contesto”.

A preoccupare maggiormente i medici è il pericolo del morbillo, dato che nel 2017 in Europa si sono segnalati 14.451 casi, a fronte dei 4.643 del 2016.