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Migranti, gli effetti della politica di Salvini: stretta sulle domande d’asilo e aumento degli irregolari

Secondo uno studio delI'Ispi, che elabora i dati del Viminale, in tre mesi il numero degli irregolari è arrivato a 12mila. Si tratterebbe di una diretta conseguenza delll’aumento dei dinieghi di protezione internazionale, cui non seguono i rimpatri

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Credit: Afp

La stretta del governo sull’immigrazione clandestina ha contributo a causare un aumento dei migranti irregolari. Sarebbe questo uno dei primi effetti della politica voluta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Secondo uno studio dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), che elabora i dati del Viminale, negli ultimi tre mesi il numero degli irregolari è salito a 12.450.

Una questione “inevitabile quando all’aumento dei dinieghi di protezione non corrisponde un analogo aumento dei rimpatri effettivi, solo 1.350, il cui trend si conferma in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, scrive su Repubblica la giornalista Alessandra Ziniti. “Tre mesi dopo, la stretta di Salvini sull’immigrazione comincia a farsi sentire e l’effetto pratico rischia di trasformarsi in un micidiale boomerang”.

“Di più: a ingrossare le fila dei nuovi irregolari sta per arrivare un consistente numero di persone a cui non verrà rinnovata la protezione umanitaria secondo le nuove indicazione fornite da una circolare del ministro dell’Interno”, prosegue la giornalista.

Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, nel mese di luglio le commissioni che esaminano le richieste di asilo dei migranti sono state più solerti e la percentuale dei permessi per protezione umanitaria è scesa dal 28 al 22 per cento. “Se, incrociando questi tre elementi (rimpatri effettivi, dinieghi di protezione e revoca di protezione umanitaria), il trend dovesse essere confermato, la stima dell’Ispi è che in due anni il numero dei migranti irregolari passerebbe dai 490mila del 2017 a 550mila nel 2019”.

In due anni ci sarebbero 60mila clandestini in più che non avrebbero diritto alle forme di accoglienza.

Salvini, intervistato lunedì 3 settembre da Radio24, ha affermato che ulteriori risultati si osserveranno solo a partire dal mese di settembre: “I primi risultati concreti arriveranno entro settembre: nuovi accordi che non c’erano, perché nessuno li aveva mai immaginati e costruiti, con i paesi di provenienza dei migranti per riammissioni volontarie o espulsioni coatte”.

“Oggi gli accordi bilaterali ci sono solo con quattro paesi e funzionano sostanzialmente solo con la Tunisia. Non so chi c’era prima di me come passava il suo tempo”, ha dichiarato.